Politica - 06 febbraio 2025, 19:09

Albenga, casa di comunità, Invernizzi (Fdi): “Struttura prevista dal Pnrr, ma confermo l’impegno per riaprire il Pronto Soccorso”

“I tempi di attuazione di quanto auspicato da tutti i cittadini sono fisiologicamente più dilatati, vista l’entità dell’intervento in programma. Ribadisco che è ciò che questa amministrazione regionale vuole attuare”

In occasione della presentazione e inaugurazione della casa di comunità all’ospedale Santa Maria di Misericordia di Albenga, Rocco Invernizzi, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione, prima di spiegare in breve le novità, afferma: “Già in campagna elettorale ho manifestato il mio impegno per far tornare il pronto soccorso ad Albenga h24 e 7/7 e l’apertura di questa casa di comunità non è in contrasto con tale obiettivo. Semplicemente i tempi di attuazione di quanto auspicato da tutti i cittadini (la realizzazione di un DEA di Secondo livello con Santa Corona di Pietra Ligure) sono fisiologicamente più dilatati, vista l’entità dell’intervento in programma. Ribadisco però che è ciò che questa amministrazione regionale vuole attuare”.

Passa poi a chiarire che “le Case della Comunità (CdC) sono le nuove strutture socio-sanitarie che entreranno a far parte del Servizio Sanitario Nazionale – afferma -. Le Case della Comunità, previste già dal Pnrr del 2021, sono descritte successivamente nel DM 77 del 23 maggio 2022. Il progetto del Ministero della Salute si pone l’obiettivo di potenziare e sviluppare l’assistenza sanitaria territoriale nel SSN implementando nuovi modelli organizzativi e ridefinendo le funzioni e il coordinamento delle realtà già presenti nel territorio. Tra i vari strumenti introdotti dal Ministero troviamo appunto le Case della Comunità, che dovranno essere attivate nella misura di 1.350 entro la metà del 2026, e per le quali si potranno utilizzare sia strutture già esistenti sia strutture di nuova gestione”.

“Sono un luogo fisico al quale i cittadini possono accedere per bisogni di assistenza sanitaria e socio-sanitaria non urgenti e rappresentano il modello organizzativo privilegiato per coordinare l’assistenza di prossimità e tutti i servizi offerti sul territorio – continua -. All’interno operano diversi professionisti tra i quali: infermieri, medici, fisioterapisti, ostetriche, assistenti sociali, operatori sociosanitari, psicologi, amministrativi, che lavorano in sinergia per affrontare in modo integrato i bisogni dei cittadini”.

Redazione