"Come si sente chi lavora nel Servizio sanitario Nazionale ? Come i violinisti sul Titanic ". Ha ripreso il meme di una pagina facebook creata da medici il presidente dell'Ordine dei Medici e Odontoiatri e Direttore del distretto Sanitario delle Bormide, Luca Corsi, per spiegare la situazione dei medici che lavorano nella sanità pubblica sul territorio nazionale e nel Savonese, nell'incontro di ieri alla libreria Ubik ("Un anno vissuto pericolosamente. La crisi del servizio sanitario in Liguria").
E bastano pochi numeri, illustrati da Corti, per averne un'idea. Sono 14 i medici di medicina generale che verranno a mancare nei prossimi 3-4 anni e su 32 carenze che c'erano nel 2024 sono stati scoperti solo 9 posti.
"Per colmare le carenze - ha spiegato Corti. si sono alzati i massimali. Si è passati da 1.200 a 1.500, 1.600 pazienti ma ci sono anche medici di medicina generale che arrivano a 1.900 e qualcuno si è fermato a lavorare fino a 72 anni. Poi ci sono i giovani medici che cercano specialità remunerative, che non costringano a lavorare in ospedale e che riducano le possibilità di essere denunciati.
E una classe medica sempre più anziana, o con giovanissimi dove è saltata una generazione, in seguito al blocco del turnover dei decenni scorsi.
Rispecchia l'andamento nazionale la crisi di medici specialisti e di medicina generale che mette in difficoltà anche la nostra Asl nel reperire nuove professionisti.
Il quadro è quello di una sanità, sia a livello nazionale sia locale, messo sempre più a dura prova. Una crisi annunciata già almeno dieci anni fa che ora si fa sempre piè pesante. Agli ultimi due ministri va riconosciuto di avere incrementato le borse delle specialità, ma , ha spiegato Corti "nessuno spiega a questi giovani cosa devono fare una volta entrati in ospedale. Questi ragazzi sembrano sperduti e si trovano in difficoltà quando devono fare cose pratiche".
La carenza riguarda un po' tutte le specialità ma in particolare con la carenza sempre più grave di specialisti non solo anestesisti, pediatri, medici di emergenza su un territorio, quello savonese, che ha creato il modello del 118. "Savona - ha spiegato Corti - ha una grande tradizione nell'emergenza urgenza. Tutto era cominciato con SavonaSoccorso, che era il pre-118 e un modello che pochissimi in Italia avevano".
Il Governo ha stanziato in finanziaria per il 2025 136,5 miliardi di euro e tra le misure per affrontare la crisi c'è il nuovo accesos alla facoltà di medicina (libero per i primi sei mesi poi con valutazione, la riforma delle specialità mediche , la proroga dello sblocco dell'esclusività e l'incremento dei posti nelle scuole di specialità cercando di incentivare l'iscrizione a quelle che hanno più carenze di specialisti, e la riforma della sanità integrativa. "E' anche importante alleggerire la burocrazia - conclude Corti - ed è importante ascoltare le professioni per riprogrammare i contratti vecchi".