CGIL Informa - 24 aprile 2025, 15:15

Sicurezza sul lavoro, a Savona l’iniziativa pubblica della Cgil su infortuni, appalti e precariato

“No. Non è andato tutto bene!” il titolo del convegno di martedì 29 aprile al Priamar. “I numeri dicono tre morti al giorno sul lavoro: non possiamo più accettare questa strage”

Martedì 29 aprile, all’indomani della Giornata Mondiale per la sicurezza sul lavoro, la CGIL di Savona organizza un’iniziativa pubblica presso la Sala della Sibilla nella Fortezza del Priamar a Savona, a partire dalle ore 09.00, dal titolo “No. Non è andato tutto bene!”

Interverranno: Marco Russo, Sindaco di Savona; Andrea Pasa, Segretario Generale CGIL Savona, che farà un’analisi di ciò che accade sul territorio savonese e di cosa sta facendo la CGIL per diminuire questo terribile problema; Alessandra Marchetti, delegata sindacale della FP CGIL SV e dipendente dell’ASL 2; Fabrizio Coniglio (attore e regista), che interpreterà alcune vicende delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto sanità negli anni della pandemia. Le conclusioni saranno affidate a Barbara Francavilla, Segretaria Nazionale della Funzione Pubblica CGIL.

Tre morti al giorno è il bollettino di guerra dei caduti sul lavoro in Italia che continua ad allungarsi, e non è accettabile - afferma il sindacato savonese - È del tutto evidente che ci troviamo di fronte ad una situazione che, giorno dopo giorno, diventa sempre più intollerabile e indegna per un Paese civile. Occorre un deciso cambio di rotta, e per questo chiediamo con forza al Governo che la salute e la sicurezza vengano inserite tra le priorità dell’agenda istituzionale”.

“Purtroppo gli incidenti non diminuiscono, e i dati sono sconfortanti. È quindi necessario adottare nuove politiche volte a introdurre approcci più ampi e mirati. Le regole ci sono, sono tra le più stringenti d’Europa, ma servono i controlli. Serve più personale all’INAIL, INPS, ASL, Ispettorato, nei Vigili del Fuoco e così via” aggiungono dalla Camera del Lavoro. 

Un’iniziativa su uno dei temi più importanti di questo tempo, la definisce la CGIL savonese “perché ce lo dicono i numeri e la situazione che continua a peggiorare in Italia, in Liguria e soprattutto in provincia di Savona, dove sono state oltre 40 le vittime del lavoro dal 2018 al 2024, di cui 8 morti nel solo 2024, e oltre il 90% nella filiera degli appalti e subappalti. Gli infortuni mortali tra gennaio e aprile 2025 sono già 2. Le malattie professionali nel periodo 2018/2024 sono state 825 , con un aumento del 77% se prendiamo in considerazione il secondo bimestre del 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024, e 33 morti per causa accertata di malattia professionale nel periodo 2018/2024, mentre le denunce sono state 23.385”.

“Una strage, a tutti i livelli: nazionale, con oltre mille morti all’anno; regionale, con decine di decessi; e appunto locale, con dati che fanno rabbrividire e che non accennano a diminuire. Eppure, nel contesto provinciale si portano avanti diverse iniziative, in primis quelle all’interno degli istituti scolastici, focalizzate su formazione e informazione riguardo ai temi della salute e sicurezza - prosegue il sindacato - Ciò che continua a mancare è la consapevolezza che la salute e la sicurezza delle persone non sono un costo, ma bensì diritti inviolabili. E non si può parlare di sicurezza se il lavoro continua ad essere precario e troppo fragile. I dati parlano chiaro: in provincia di Savona la nuova occupazione è per il 90% precaria. Continua ad essere troppo diffusa la convinzione che il lavoro sia precarietà, sfruttamento, competizione. No, il lavoro è realizzazione di sé, è produzione, ma è anche il luogo dove si incontrano i diritti e la socialità. È salario dignitoso che restituisce valore sociale”.

“Per questo occorre ridare valore al lavoro, in primis cancellando leggi e norme che lo hanno reso fragile, precario e insicuro. Abbiamo una straordinaria possibilità con il referendum sul lavoro e sulla cittadinanza dell’8 e 9 giugno: andando a votare e votando 5 SÌ, uno dei quesiti riguarda proprio i temi della salute e sicurezza. Con il SÌ al referendum sugli appalti si introduce la responsabilità per l’azienda capofila, ossia l’appaltante. Anche così si costruisce sicurezza” chiosano dalla CGIL.

Redazione