Economia - 05 maggio 2025, 07:00

Come registrare un marchio in Italia da soli: consigli, procedure e vantaggi con l’intervista all’esperto

In un mercato sempre più competitivo, la tutela del proprio brand diventa un passo fondamentale per imprenditori e professionisti. La registrazione di un marchio rappresenta infatti un'operazione strategica che permette di ottenere diritti esclusivi e di rafforzare la propria presenza sul mercato. Tuttavia, molti si chiedono se sia possibile procedere autonomamente, senza l'assistenza di un professionista, e quali siano i passi da seguire per evitare errori costosi. A fornire chiarimenti e preziosi consigli è l’avvocato Enrico La Malfa, esperto in proprietà industriale e fondatore di registrareunmarchio.it, portale di riferimento per chi desidera affrontare in autonomia questa procedura.

L’avvocato Enrico La Malfa è uno dei più stimati esperti italiani nel campo della proprietà industriale. Con anni di esperienza nell’assistenza a imprenditori e startup, ha deciso di condividere i suoi approfondimenti su come un singolo individuo o una piccola impresa possa oggi tutelare il proprio marchio in modo efficace e sicuro, anche senza rivolgersi necessariamente a un consulente specializzato.

Avvocato La Malfa, abbiamo parlato spesso di quanto sia importante registrare un marchio, ma quali sono i principali vantaggi per chi decide di farlo in autonomia?
La registrazione ufficiale conferisce numerosi vantaggi concreti: innanzitutto, ottieni il diritto di utilizzare il simbolo ® su tutto il territorio nazionale, che rappresenta una forte tutela legale in caso di contenziosi. Inoltre, ti permette di esercitare diritti esclusivi sul marchio, di concedere licenze, di bloccare merci contraffatte in dogana e di avere una presunzione di validità che semplifica le eventuali diffide o cause giudiziarie. Insomma, è uno strumento che dà maggiore sicurezza e potere di tutela rispetto all’uso non registrato.

Quali sono i requisiti di base per procedere alla registrazione da soli?

Per depositare un marchio online tramite il sito dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (www.uibm.gov.it), bisogna essere in possesso di firma digitale, che permette di siglare le pratiche telematiche in modo sicuro. È anche necessario avere con sé la marca da bollo da 48 euro e pagare le tasse di concessione, che sono di 101 euro più eventuali 34 euro di tasse aggiuntive, pagabili tramite F24 anche dopo il deposito. Se non si dispone della firma digitale, è possibile compilare i moduli cartacei presso la Camera di Commercio più vicina.

È obbligatorio rivolgersi a un professionista o si può fare tutto da soli senza rischi?
Non è obbligatorio affidarsi a un professionista, ma è altamente consigliato. La procedura è abbastanza semplice, ma richiede attenzione, specialmente nella ricerca di anteriorità per verificare che il marchio scelto sia disponibile e facilmente difendibile. Un errore comune è depositare marchi troppo generici o descrittivi, che rischiano di essere respinti o di essere di difficile tutela. Un professionista esperto può aiutare anche a scegliere una strategia di deposito più efficace, come la registrazione di marchi forti, e a ridurre i rischi di futuri conflitti.

Qual è il procedimento tecnico per depositare un marchio?
La procedura si avvia con la registrazione dell’account sul portale UIBM, seguito dall’inserimento dei dati relativi al marchio — come il nome, le classi di prodotti o servizi e eventuali rappresentazioni grafiche. È essenziale essere precisi e completi, perché ogni errore può portare a respingimenti o a modifiche successive che comportano ritardi. Dopo aver compilato la domanda, si allegano i documenti necessari, si firma digitalmente e si invia online. Se tutto va bene, si riceve una ricevuta di deposito e si avvia la fase di esame.

Un marchio può essere modificato dopo il deposito?
No, generalmente le modifiche si limitano alla delimitazione delle classi di prodotti o servizi; non si può cambiare l’aspetto del marchio o il suo nome una volta depositato. Se si desidera un marchio diverso, bisogna fare una nuova domanda e pagare di nuovo le tasse.

Quando il marchio è considerato “forte” e come si può aumentare la sua forza?
Un marchio è forte quando ha un carattere distintivo elevato, ovvero quando non è descrittivo o di uso comune. Per rafforzarlo, si consiglia di scegliere un nome originale e di condurre un’accurata ricerca di anteriorità per verificare che non ci siano marchi già esistenti o simili. Una strategia vincente è puntare su marchi concettuali o inventati, più difficili da contestare, e di affidarsi a un consulente specializzato in proprietà industriale per la registrazione.

È possibile cointestare un marchio a più persone o società?
Certamente sì. La cointestazione permette di condividere i diritti sul marchio, ma è prudente lo faccia attraverso un accordo di comunione che stabilisca regole di utilizzo e di gestione. È importante che tutti i contitolari siano consapevoli degli impegni e dei limiti di utilizzo del marchio.

Prima di procedere, è opportuno fare una ricerca sui marchi esistenti?
Assolutamente sì. Anche se non è obbligatorio, una ricerca preventiva di anteriorità permette di evitare di depositare marchi già registrati o simili, risparmiando tempo e denaro. Questa verifica può essere fatta con strumenti online ma non è semplice interpretare i risultati e per questo è meglio rivolgendosi a un professionista.

In conclusione, quali sono le vostre raccomandazioni per chi si approccia da solo alla registrazione?
Consiglio di partire con una buona pianificazione: scegliere un marchio distintivo, fare una ricerca di anteriorità, preparare tutti i documenti necessari e affidarsi a piattaforme ufficiali come quella dell’UIBM per il deposito telematico. In alcuni casi, la consulenza di un esperto può fare la differenza tra una registrazione di successo e un tentativo fallito. Ricordo inoltre che la registrazione può essere sempre rivista e modificata nel tempo, e rappresenta un investimento importante per la tutela del proprio brand.


 


 

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