È stato presentato all’Auditorium San Carlo di Albenga il libro "Contro Milano. Ascesa e caduta di un modello di città", scritto dal giornalista e saggista Gianni Barbacetto. L’incontro ha visto la partecipazione, in qualità di moderatrice, dell’architetta Cristina Vignone.
Durante la serata, la Vignone ha introdotto l’opera come “un libro che vuole spiegare i retroscena delle realizzazioni gratacielesche della Milano guidata da Giuseppe Sala, e il tentativo – poi sospeso – di sanare opere edilizie irregolari attraverso un decreto comunale bipartisan (PD/Lega), bloccato dall’arresto dell’architetto Giovanni Oggioni, ex direttore dello Sportello Unico per l’Edilizia (S.U.E.)”.
Il libro sta riscuotendo un buon successo di pubblico e critica per l’attualità e la rilevanza del caso affrontato.
Gianni Barbacetto
Friulano, laureato in Filosofia all’Università degli Studi di Milano, Barbacetto ha esordito nel giornalismo radiofonico negli anni Settanta (Radio Milano Libera, Radio Città, Radio Rai) e ha collaborato con numerose testate, tra cui Bresciaoggi, Linus, Il Mondo, L’Europeo e Diario. È stato direttore del mensile Società civile e ha lavorato in televisione con Michele Santoro (AnnoZero), Carlo Lucarelli (Blu Notte), e Beatrice Borromeo per la miniserie Netflix Il Principe. È una delle firme di punta de Il Fatto Quotidiano e collabora con MicroMega. Ha diretto l’Osservatorio Milanese sulla Criminalità Organizzata al Nord (Omicron) e realizzato documentari per Arte.
Cristina Vignone
Architetta di formazione, Cristina Vignone ha scelto di reinventare la propria carriera dopo una fase di profondo cambiamento personale. Oggi si occupa di turismo, rigenerazione urbana e innovazione sociale. Figura eclettica e appassionata, unisce competenze tecniche e sensibilità sociale nei suoi progetti di trasformazione del territorio.
Giovanni Oggioni
Nato nel 1956, laureato in Architettura al Politecnico di Milano, Oggioni ha trascorso oltre trent’anni nell’amministrazione comunale milanese. È stato direttore dello Sportello Unico per l’Edilizia (SUE) e vicepresidente della Commissione per il paesaggio del Comune di Milano. Dal 2021 è in pensione. Il 5 marzo 2025 è stato arrestato e posto ai domiciliari dal gip Mattia Fiorentini nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Milano su presunti abusi edilizi e irregolarità urbanistiche.