Golfo dell'Isola - 27 maggio 2025, 15:06

Un codice del Cinquecento racconta la Spotorno di un tempo: il 30 maggio la presentazione del manoscritto restaurato

Si chiama "Capitoli per la Magnifica Comunità di Spotorno". L'evento alla Sala Palace

arà un’occasione preziosa per riscoprire la storia locale e approfondire le radici civili e sociali del territorio quella in programma venerdì 30 maggio alle ore 17.30 presso la Sala Palace di Spotorno, dove verrà presentato un manoscritto risalente al XVI secolo, recentemente trascritto e annotato dal professor Antonio Rovere, socio del Circolo Socio Culturale "Pontorno" e appassionato studioso di storia locale.

L’iniziativa nasce proprio grazie all’impegno del Circolo “Pontorno”, che da anni lavora alla valorizzazione della memoria collettiva spotornese, e con il sostegno dell’Amministrazione Comunale, che ha reso possibile l’intero percorso di recupero e restauro del codice.

Non si tratta del primo lavoro sul tema: già in passato il Circolo aveva approfondito i “Capitoli del 1582”, grazie all’iniziativa di Enrico Bausone, che ne aveva documentato lo stato prima del restauro attraverso un’accurata campagna fotografica, e alla professoressa Bruna Biroli, che ne aveva fornito una preziosa interpretazione, seppur priva di trascrizione integrale.

Ora, invece, si presenta un lavoro completo: la trascrizione integrale dei Capitoli, accompagnata da annotazioni e note esplicative, frutto del paziente e rigoroso lavoro del professor Rovere, concluso nel dicembre 2019 ma rimasto a lungo inedito a causa della pandemia. La scelta della data per la presentazione non è casuale: il 30 maggio 1582 fu infatti il giorno in cui il Senato genovese approvò ufficialmente quei Capitoli, rendendoli il fondamento amministrativo della comunità spotornese dell’epoca.

Durante l’incontro interverranno, oltre al professor Rovere, Giorgio Oddone, presidente della Consulta Ligure delle Associazioni per la cultura, le arti, le tradizioni e la difesa dell’ambiente, e il sindaco Mattia Fiorini, che ha fortemente sostenuto il progetto di restauro, recependo le sollecitazioni arrivate dal Circolo Pontorno.

Nel corso della serata verranno presentate due pubblicazioni: una copia anastatica del codice originario e una trascrizione letterale arricchita da note storiche e curiosità, curata per renderne più accessibile il contenuto anche ai lettori non specialisti. Un vero e proprio “viaggio fuori dal comune”, come l’ha definito il sindaco Fiorini, «alla riscoperta delle nostre genti e dei nostri territori».

Un’opera che, secondo Giuseppe “Pinuccio” Bausone, presidente del Circolo, «può essere letta anche come un esempio, seppur embrionale, di democrazia partecipativa, benché con grandi limiti, se consideriamo che ci troviamo due secoli prima della Rivoluzione francese e ben lontani dalla nostra attuale democrazia fondata sulla delega e su una partecipazione spesso limitata».

Redazione