Non possiamo più girarci intorno. I dispositivi smart hanno preso il controllo della nostra vita. Nei paesi sviluppati, anche i senzatetto sono spessi dotati di uno smartphone.
Sono semplicemente diventati indispensabili e sempre più studi parlano di un vero e proprio fenomeno di dipendenza. La verità è che la comodità che questo genere di device ha portato nella nostra vita supera e giustifica, a detta della specie umana, qualsiasi tipo di impatto negativo che il loro utilizzo può causare.
L’ascesa dei dispositivi smart: smartphone, smartwatch e assistenti vocali
I dispositivi smart ormai sono dappertutto. Certo, i più comprati e famosi sono sempre gli smartphone e i tablet, ma quasi ogni singolo elettrodomestico oggi ha in commercio la propria versione smart. Basti pensare all’ascesa degli smart watch, delle smart TV, ma anche a cose più assurde come i frigoriferi smart prodotti da LG e Samsung. Oggi, il mondo dell’elettronica si fonde con sempre più naturalezza con quello dell’informatica. Potete giocare ai vostri videogame preferiti mentre aspettate che si cuocia la cena o rispondere alle chiamate dal vostro orologio.
Smart working e iperconnessione: nuove abitudini professionali
Con una nuova cultura del lavoro prendono sempre più piede nuove abitudini professionali che pian piano stanno rivoluzionando il modo in cui lavoriamo. Basti pensare al numero di aziende che, dopo un periodo di prova forzato dal catastrofico COVID-19, hanno iniziato a risparmiare sul riscaldamento degli uffici permettendo ai dipendenti di rimanere a casa uno o più giorni alla settimana. Naturalmente, da questo punto di vista in Italia siamo indietro anni luce rispetto all’Europa nordica, le cui aziende trainano da anni il trend di un lavoro più sostenibile fisicamente, ma soprattutto psicologicamente, per i propri dipendenti.
Vi è poi un altro aspetto legato all’utilizzo costante dei telefoni che evidenzia la dipendenza dai dispositivi mobili. Siamo parlando di essere sempre connessi, ovunque (o quasi) si vada. Gli studi indicano che in media controlliamo lo smartphone tra le 150 e le 300 volte al giorno. Significa che abbiamo bisogno di vedere i contenuti almeno una volta ogni 15 minuti (se non dovessimo dormire). A voi le considerazioni.
Collaborazione digitale: app e strumenti per il lavoro in team
Nel momento in cui si è iniziato, per cause di forza maggiore, a rendere il più efficiente possibile il lavoro da casa, sono esplose le app di coworking. Google Doc, Jira, Notion, chi più ne ha, più ne metta. Questa app permettono la gestione simultanea di progetti, file video, audio e di testo. Le modifiche vengono registrate, così come gli orari delle stesse, permettendo anche il recupero di versioni precedenti dei file tramite i backup.
Gli strumenti che abbiamo a disposizione oggi permettono di fare qualsiasi cosa: dal disegno a mano libera, al brainstorming, alla consultazione dell’intelligenza artificiale, tutto simultaneamente. Ma i software non sono presenti solo per il lavoro, vi sono poi anche app dedicate anche di ricreazione, come può essere LeoVegas App, ovvero l’app per dispositivi mobili del bookmaker.
Tra vita personale e orofessionale
Quasi tutte le aziende del settore terziario mettono a disposizione dei propri dipendenti uno smartphone a “uso promiscuo”. Ciò significa che si permette di utilizzare il dispositivo anche per le proprie necessità personali. Ciò porta sicuramente di un possibile risparmio per i lavoratori, ma allo stesso tempo cancella la linea, sempre meno calcata, che delinea il lavoro e la vita privata.
Se aprite il cellulare il weekend per chiamare un amico, capiterà di leggere la mail del collega zelante che non ha niente da fare e si porta avanti. Se volete mandare una mail di lavoro, succederà che leggerete il messaggio di qualche vostro parente, una notifica di un’offerta incredibile per la meta che avete scelto per le vacanze estive. E proprio questo è il punto. Se un tempo vi era una netta distinzione tra la vita d’ufficio e quella casalinga, oggi fra smartworking e smartphone, tutta la nostra vita, i nostri ricordi e le nostre idee sono rinchiuse in un cellulare.
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