Un forte “no” all’ipotesi di un inceneritore in Val Bormida. È questa la posizione netta assunta da numerosi comitati, associazioni ambientaliste e cittadini, che per martedì 2 luglio alle ore 20.30 hanno organizzato un incontro pubblico presso la S.O.M.S. di Cairo Montenotte.
L’appuntamento, dal titolo provocatorio “Volete un inceneritore (di rifiuti industriali, ospedalieri e urbani) in Val Bormida? Noi no!”, mira a sensibilizzare la cittadinanza e a lanciare un segnale chiaro alle istituzioni.
Nel volantino diffuso in questi giorni, gli organizzatori sottolineano come il futuro impianto sarebbe destinato a trattare fino a 300.000 tonnellate di rifiuti all’anno — una quantità pari a quella prodotta da tutta la Liguria — e che brucerebbe soprattutto rifiuti provenienti da Genova, città che ha una raccolta differenziata ferma al 42%. Dato in netto contrasto con il 75% raggiunto da molti Comuni virtuosi della Val Bormida.
“Basta speculazione e sfruttamento del territorio, servono progetti seri e reali di valorizzazione”, è il messaggio lanciato.
Tra i promotori dell’iniziativa c’è anche Maurizio Loschi di Medicina Democratica: “È l’inizio di una mobilitazione della Val Bormida contro l’ipotesi di costruzione di un inceneritore sul nostro territorio. La nostra è una posizione di principio. La valle ha già pagato un prezzo enorme in termini di inquinamento ambientale. Inoltre, riteniamo che l’incenerimento sia un modo sbagliato di gestire i rifiuti. Per questo abbiamo invitato tutti i sindaci della zona a partecipare”.