Più di duecento persone hanno preso parte all’incontro pubblico organizzato presso la S.O.M.S. di Cairo Montenotte per dire un fermo “NO” all’inceneritore che la Regione Liguria ipotizza di realizzare in Val Bormida.
"Una partecipazione ampia, consapevole e determinata - fanno sapere dall'organizzazione - che ha coinvolto non solo i cittadini di Cairo, ma anche moltissimi abitanti dei Comuni limitrofi – Dego, Carcare, Altare, Cosseria – e della Val Bormida piemontese, con delegazioni da Merana, Monesiglio, Spigno Monferrato e la presenza di rappresentanti istituzionali del Comune di Saliceto. Presenti anche rappresentanti del Comune di Vado Ligure, e – fatto politicamente rilevante – il consigliere regionale Casella, che ha accolto l’invito al confronto diretto con la popolazione. Assente per motivi personali ma vicino alla battaglia anche il consigliere regionale Giordano, da sempre attento al territorio, che ha fatto sapere di essere pronto a proseguire l’impegno politico e istituzionale contro il progetto".
Tra le istituzioni presenti anche i sindaci di Altare e Cosseria, Briano e Molinaro, i vicesindaco di Mallare e Carcare, oltre a rappresentanti dei Comuni di Plodio e Murialdo. Erano presenti inoltre i consiglieri di minoranza del Comune di Cairo Montenotte Giorgia Ferrari e Alberto Poggio.
Un impianto da 300.000 tonnellate: salute e ambiente al centro delle preoccupazioni
Il progetto prevede un impianto capace di trattare oltre 300.000 tonnellate di rifiuti all’anno, tra rifiuti industriali, ospedalieri e urbani. Una prospettiva che ha sollevato gravi preoccupazioni per le conseguenze sanitarie e ambientali, con particolare allarme per l’esposizione della popolazione a polveri sottili, metalli pesanti, diossine e microinquinanti.
“La vera emergenza non è dove mettere i rifiuti, ma come proteggere la salute pubblica. E la salute non si negozia”, ha dichiarato un medico ambientale. “Portare un impianto di questo tipo in una valle già penalizzata sotto il profilo ambientale è un rischio inaccettabile”.
Una scelta che punisce i virtuosi
Molti interventi hanno evidenziato l’assurdità del progetto, che penalizzerebbe i Comuni più virtuosi nella gestione dei rifiuti: “A Genova la raccolta differenziata è appena sopra il 50%, mentre in Val Bormida si superano stabilmente il 70%. Come si può pensare di premiare l’inefficienza e scaricare il peso su chi ha fatto la propria parte?”, ha osservato un tecnico ambientale.
Sindaci assenti: delusione per Cairo e Cengio
Forte la delusione per l’assenza del sindaco di Cairo Montenotte e del sindaco di Cengio, i due Comuni indicati come possibili sedi dell’impianto. “Il silenzio delle amministrazioni più coinvolte è assordante. Questo è il momento del coraggio politico, della responsabilità e del confronto. I cittadini lo stanno dimostrando”, ha affermato un’associazione tra gli applausi della sala.
Le associazioni: mobilitazione permanente per difendere salute e territorio
L’incontro è stato promosso da una rete ampia di associazioni – WWF Savona, Italia Nostra Savona, Medicina Democratica Savona, Comitato CulturAmbiente, Comitato Bric Surite Altare, PVA, Comitato Sanitario Locale Valbormida, LA Prima Langa, Associazione per la Rinascita della Valle Bormida, Pro Natura Alessandria, Laboratorio Synthesis, Pantere grigie e molte altre – che hanno ribadito l’impegno a mantenere alta l’attenzione e a continuare la mobilitazione civile.
“Questa valle ha già dato. Ora è il momento di scegliere un modello di sviluppo sostenibile, che metta al centro la salute delle persone, la qualità dell’ambiente e la giustizia intergenerazionale. La lotta continua”.