I materiali archeologici provenienti dagli scavi effettuati nel Riparo Sotto Roccia in località Finestrelle esposti nei locali di proprietà del comune di Varazze ad Alpicella dovranno essere istituiti ufficialmente dal Ministero della Cultura-Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio.
I reperti, rinvenuti nel riparo scoperto da Mario Fenoglio recuperati nelle campagne di scavo degli anni settanta dalla Soprintendenza, dirette dal funzionario archeologo Gian Piero Martino, consistono in oggetti litici, bronzei, ceramici di epoca Neolitica, tra cui i vasi definiti a "bocca quadrata" tipici del periodo storico, presentano notevole interesse archeologico dichiarato e tutelato dalla Soprintendenza Archeologica della Liguria.
I beni culturali censiti e oggetto di esposizione ammontano a 209, come da elenco unico redatto nel febbraio 1997 dal geologo Flavio Saglietto di Pietra Ligure.
L'area, di notevole importanza storico-archeologica, rappresenta lo stanziamento ligure più a oriente della zona di diffusione del vaso a bocca quadrata, vasellame attestante lo stanziamento effettivo sul territorio di popolazioni neolitiche.
Lo spazio espositivo, nel suo ruolo identitario e caratterizzante di importanza culturale e archeologica per la città di Varazze, necessita quindi di essere istituito ufficialmente tramite un accordo amministrativo con il Ministero della Cultura-Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Imperia e Savona, in modo da poter valorizzare l'esposizione al pubblico rendendola fruibile.
L'attivita potrà essere svolta in collaborazione con l'associazionismo locale, se in possesso di idonea veste giuridica e di adeguate competenze in materia.
Il Ministero, con una nota inviata al Comune lo scorso settembre del 2023 aveva comunicato l'avvio di una ricognizione sul territorio finalizzata alla regolarizzazione di tutti i beni archeologici statali in consegna agli enti Locali, per fini espositivi e di ricovero, con l'obiettivo di sanare ogni situazione difforme dalla norma.
A seguito della ricognizione effettuata e dalla documentazione agli atti, la Soprintendenza ha individuato l'esposizione permanente archeologica di Alpicella tra i beni archeologici statali la cui situazione risulta ancora non regolarizzata, ed è stato di conseguenza avviato il procedimento finalizzato alla regolarizzazione del deposito a fini espositivi.
"Questa Amministrazione intende istituzionalizzare ufficialmente sito, formalizzando un iter che vada in questa direzione, in collaborazione con l'ente ministeriale preposto a tale scopo; all'uopo risulta necessario effettuare una verifica e adeguamento dei locali destinati alla conservazione dei reperti, attivando altresi le coperture assicurative e quant'altro necessario alla protezione dei medesimi. Risulta opportuno avviare un processo partecipativo fra Amministrazione comunale e le associazioni culturali locali al fine di valorizzare opportunamente i beni culturali in possesso dell'Ente" spiegano dal Comune varazzino.
Nel luglio dell'anno scorso gli Amici del Museo Archeologico dell'Alpicella avevano espresso il loro rammarico per la chiusura della mostra. L'associazione varazzina aveva voluto esprimere la propria delusione specificando quali sarebbero state le motivazioni della chiusura puntuando il dito contro le scelte a livello comunale e regionale.
""Purtroppo, questa chiusura è il risultato di chiare scelte politiche a livello comunale e regionale, che hanno dimostrato un palese disinteresse per il valore culturale del museo e per l'impegno dei nostri volontari. Nonostante i nostri continui sforzi per rendere viva e accessibile la struttura, siamo stati costretti a sospendere le attività a causa di una mancanza di supporto istituzionale - avevano spiegato - Da anni, i volontari dell'Associazione Amici del Museo Archeologico dell'Alpicella si sono prodigati senza riserve per preservare, valorizzare e promuovere il patrimonio culturale che il museo rappresenta. Abbiamo organizzato eventi, mostre e attività educative che hanno attratto visitatori di tutte le età e provenienze, contribuendo a diffondere la conoscenza e l'amore per la storia e l'archeologia del nostro territorio".
Non era tardata ad arrivare la risposta del sindaco Luigi Pierfederici: "Nessuna scelta politica che ha portato alla chiusura della mostra al museo archeologico Alpicella da parte dell'Amministrazione comunale di Varazze ma, anzi, un lavoro per risolvere problematiche emerse nell'istituzionalizzazione e formalizzazione della stessa".
"La situazione oggi, infatti, vede molti anelli mancanti nell'inserimento del museo, che ricordo contenere beni di natura archeologica, quale formale realtà istituzionalizzata - aveva proseguito Pierfederici - Per sanare questa situazione sono necessari alcuni passaggi che richiedono collaborazione da parte di più soggetti, tra cui l’associazione stessa, che non è assolutamente intenzione dell’Amministrazione escludere dal procedimento".
"Sia la componente politica che quella gestionale del Comune stanno da tempo lavorando incessantemente per valorizzare, rendere stabile e corretto l'inserimento dell'istituzione museale in un quadro di regole che ne consentiranno la successiva valorizzazione ed espansione delle attività - aveva ribadito il primo cittadino varazzino - Il tutto in linea con quanto richiesto da sempre dall’associazione stessa che, fortunatamente, vede un rinnovato spirito di iniziativa con ingresso di volontari, anche giovani, finalizzato ad uno sviluppo concreto di quello che tutti riconoscono essere un valore aggiunto per la nostra comunità e per il suo sviluppo culturale".