Economia - 11 luglio 2025, 21:29

Aumenti sigarette: così l'Europa prepara la stangata sui fumatori

La Commissione europea propone di incamerare direttamente le accise sul tabacco, sottraendo entrate fiscali ai singoli Stati per finanziare il bilancio Ue. In arrivo possibili aumenti record su sigarette, sigari e nuovi prodotti da fumo

L’Unione europea valuta un piano senza precedenti: incamerare direttamente parte delle tasse sul tabacco, sottraendole ai bilanci nazionali. L’obiettivo è chiaro: rafforzare le risorse proprie dell’UE in vista del prossimo Quadro finanziario pluriennale 2028-2035 e reperire fondi per il rimborso del debito contratto con il programma Next Generation EU. In questo scenario, le entrate fiscali derivanti da sigarette, tabacco riscaldato, sigari, sigarette elettroniche e altri prodotti contenenti nicotina potrebbero finire direttamente nelle casse di Bruxelles, e non più degli Stati membri.

Tra le ipotesi al vaglio della Commissione europea, figura un pacchetto di nuove “risorse proprie”, che comprende anche tassazioni su rifiuti elettronici (e-waste) e accise rafforzate sui prodotti da fumo. La proposta sarà formalmente presentata mercoledì 16 luglio, quando il Collegio dei commissari esaminerà il documento ufficiale. Fonti comunitarie parlano di un’elaborazione gestita con grande riservatezza e in tempi strettissimi: appena 24 ore sarebbero state concesse per la lettura e l’analisi di un dossier di circa 100 pagine, con potenziali ricadute su agricoltura, industria, salute pubblica e finanze degli Stati membri.

Il nodo centrale resta però l’impatto fiscale sui tabacchi. I dettagli emersi da un documento interno delineano aumenti che avrebbero effetti drastici. Le sigarette potrebbero subire una crescita dell’accisa fino al 139%, il tabacco trinciato fino al 258%, mentre i sigari verrebbero colpiti da un’imposizione del +1090%. Nemmeno i prodotti alternativi verrebbero risparmiati: tabacco riscaldato, bustine di nicotina e dispositivi elettronici vedrebbero impennate di prezzo.

In Italia, per i consumatori, questo significherebbe rincari superiori al 20%, traducibili in oltre un euro in più per ogni pacchetto, sia esso di sigarette tradizionali o di dispositivi a tabacco riscaldato. Le stesse stime dell’UE indicano un impatto diretto sull’inflazione: +0,5 punti percentuali su scala europea.

La proposta solleva già forti perplessità tra gli osservatori: oltre alla perdita di gettito fiscale per gli Stati membri, il rischio è quello di gravare ulteriormente sui consumatori e su un comparto di rilevanza economica non trascurabile. 

Redazione