Politica - 18 luglio 2025, 14:56

Caccia di fringuelli e storni, Simonetti (Europa Verde): “La Regione confonde la letteratura con la politica venatoria: surreale e in contrasto con le direttive UE”

Contestato l'ok dalla Giunta: “Se oggi proteggere la fauna selvatica significa 'perdere le tradizioni', allora qualcosa è andato storto nel rapporto tra istituzioni e futuro”

“Con la delibera che autorizza la caccia in deroga a 30.000 fringuelli e oltre 10.000 storni, la Giunta regionale ligure ha compiuto un salto logico e culturale che ha dell’incredibile: dal Purgatorio di Dante alla fucilazione in campagna, passando per Carducci e Artusi. Con buona pace della tutela ambientale e delle direttive europee”.

E' la co-portavoce regionale di Europa Verde, Simona Simonetti, a mettere nel mirino la scelta di via Fieschi “che consente l’abbattimento di specie protette e non cacciabili” quali sono i fringuelli e gli storni, “un atto grave, anacronistico e contrario alle normative europee” che mette in pericolo specie che non sono solo ingredienti di piatti, bensì una “parte fondamentale della biodiversità e della catena ecologica, già fortemente minacciata dai cambiamenti climatici e dalla cementificazione selvaggia”.

Un passaggio della delibera in particolare viene messo in discussione da Simonetti. “Utilizzare riferimenti letterari per giustificare la caccia è un'operazione surreale - afferma - Scomodare la Divina Commedia, Carducci o l’Artusi per difendere il 'divertimento' dei cacciatori ci sembra una trovata più degna di un monologo comico che di un atto amministrativo”.

Vi sarebbe, quindi, “una motivazione folkloristica e pseudo-etnografica adottata dalla Regione secondo cui il fringuello rappresenterebbe un patrimonio culturale da 'salvaguardare' con doppiette e cartucce”, una distorsione definita pericolosa da Simonetti. Che aggiunge: “Se oggi proteggere la fauna selvatica significa 'perdere le tradizioni', allora qualcosa è andato storto nel rapporto tra istituzioni e futuro”.

La co-portavoce di Europa Verde fa quindi riferimento al quadro normativo europeo. “Le direttive comunitarie parlano chiaro - spiega - l’Italia ha già subito quattro condanne da parte della Corte di Giustizia dell’UE per deroghe abusive in materia venatoria, Liguria compresa. Continuare su questa strada espone il nostro Paese a nuove infrazioni e sanzioni, ma soprattutto arreca un danno irreparabile alla fauna selvatica”.

Europa Verde Liguria  si unisce così all’appello delle associazioni ambientaliste e della LAC – Lega Abolizione Caccia, chiedendo l’immediato ritiro della delibera e la convocazione di un tavolo urgente con Regione, esperti, ambientalisti e comunità scientifica. “Difendere la natura non è una moda, né una posa ideologica: è un dovere politico e morale. E per chi confonde la caccia con la cultura, ricordiamo sommessamente che il verso di un fringuello vale più di mille citazioni. A nome di tutti i verdi liguri” conclude Simonetti.

Redazione