Proprio nell’anno in cui ricorre l’ottantesimo anniversario dalla sua morte, avvenuta nel marzo del 1945, Finale Ligure rende omaggio a uno dei suoi cittadini più noti riportando alla sua originaria luce il monumento murale dedicato al Generale Enrico Caviglia, illustre figura militare nata proprio nella cittadina ligure.
Si è infatti concluso nei giorni scorsi il restauro dell'opera, realizzata nel 1927 su progetto dell’architetto Giuseppe De Negri, tra piazza Vittorio Emanuele e via Garibaldi, composta da una parte bronzea e una lapidea. Complesso architettonico imponente, unisce i due materiali in una struttura di circa 4 metri di lunghezza per oltre due di larghezza. Una struttura raffinata che però, a causa dell'esposizione agli agenti atmosferici, nel corso degli anni aveva perso il suo "smalto" originario.
Oltre agli evidenti segni affioranti sulla superficie del busto, effetto di prodotti di corrosione del rame di cui è composta la lega, particolarmente significative le necessità palesate dalla parte in pietra. In particolare, le staffe in ferro originarie, utilizzate per l’assemblaggio delle lastre marmoree, hanno manifestato un’estesa ossidazione: l’espansione del metallo ha provocato spostamenti e fratture nella pietra, con la conseguente perdita di porzioni significative, come l’intero angolo inferiore destro della cornice interna in pietra grigia.
L’accurato intervento conservativo, dal valore complessivo di circa 12mila euro ed eseguito con metodologie conservative rigorose e rispettose della materia originale, si è articolato in due: il restauro lapideo affidato alla dottoressa Claudia Maritano e quello metallico sotto la cura della dottoressa Caterina Donati.
Il restauro della parte marmorea del monumento ha previsto la pulitura da polveri, incrostazioni e colonie biologiche, seguita dal consolidamento della pietra con nanocalce e dalla sostituzione delle vecchie stuccature. Le porzioni mancanti sono state recuperate con integrazioni in resina compatibile o tramite il reincollaggio di frammenti originali. Particolarmente laboriosa quest'ultima lavorazione, in corrispondenza dell'angolo basso a sinistra, per la quale si è resa necessaria un'opera di reperimento del "marmo di Frabosa", estratto in cave non più in funzione.
Per il busto, invece, si è proceduto con una pulizia calibrata per rimuovere corrosioni e depositi, e con l’applicazione di un trattamento protettivo multistrato.
"Siamo contenti e soddisfatti, nell'ottantesimo anniversario dalla sua morte, di aver portato a termine questa operazione - afferma l'assessore ai Lavori Pubblici, Paolo Folco - che restituisce piena dignità a un monumento diventato tra quelli maggiormente simbolici per la nostra città, come d'altronde è stato il Generale Caviglia".