Albenga si schiera contro la tragedia della guerra a Gaza, ma con il solo voto della maggioranza consiliare.
Durante il Consiglio Comunale di ieri sera, giovedì 31 luglio, infatti, è stata portata in discussione e approvata una delibera di vicinanza alla popolazione vittima della guerra a Gaza.
Un momento aperto dall’intervento del consigliere Raiko Radiuk, promotore della proposta, che ha dichiarato: “Stiamo parlando di uomini, donne e bambini. Un vero e proprio genocidio di fronte al quale non possiamo chiudere gli occhi. Questa delibera certamente non cambierà la situazione, ma è fondamentale manifestare il nostro NO alla guerra e alla sopraffazione. Anche noi, durante la Seconda Guerra Mondiale, abbiamo vissuto tragedie simili. Proprio per questo, Albenga oggi sceglie di non rimanere in silenzio di fronte a quello che sta accadendo”.
Durante la discussione, la maggioranza consiliare ha rivolto un appello unanime al senso di umanità e alla responsabilità collettiva, auspicando un voto condiviso su un tema che travalica le appartenenze politiche.
Il consigliere Giorgio Cangiano, nel suo intervento, ha sottolineato: “Di fronte alla tragedia bisogna fare qualcosa. Questo è il minimo. Leggo sui social che dovremmo occuparci di altro, ma è fondamentale esprimerci chiaramente. Anche Hitler fu eletto, e anche Netanyahu lo è stato: ciò non può giustificare l’inerzia. La politica è anche sentimento. Abbiamo già preso posizione per l’Ucraina; non farlo ora per Gaza è inaccettabile. Non prendere posizione su una tragedia simile è grave. Se questa delibera non venisse votata all’unanimità, io personalmente me ne vergognerei”.
Parole forti anche dall’assessore Marta Gaia, che ha ricordato: “La volontà espressa nella delibera si chiama umanità. Gaza è poco più piccola della provincia di Savona: lì non c’è una guerra, ma uno sterminio. Sparano a chi cerca gli aiuti umanitari. I bambini bevono dalle pozzanghere. Le donne devono scegliere a quale figlio dare l’unico pezzo di pane. Non possiamo far finta di niente, non come politici, ma come esseri umani”.
Il Sindaco Riccardo Tomatis ha chiuso con parole nette: “Sono orgoglioso della mia maggioranza. Non siamo qui per decidere chi ha ragione, ma per non abbassare lo sguardo di fronte a una tragedia. Chi chiede di ‘occuparci di altro’ banalizza il senso della politica. Gli interventi del consigliere Raiko Radiuk e dell’assessore Marta Gaia sono stati toccanti. Non si chiedono emendamenti su argomenti come questo: si vota e basta. Dimostriamo che non accettiamo che i bambini siano bersaglio di mitragliatrici. Chi oggi cerca modifiche al testo, forse lo fa per la vergogna di aver espresso la volontà di non votare e vuole una scusa per poter rimediare. Se è così andate oltre. Votate insieme a noi questa delibera e fate vedere che tutti noi siamo contro la guerra”.
Nonostante il forte appello a un voto unanime, la minoranza ha espresso fin dall’inizio la volontà di non votare la delibera, proponendo “modifiche testuali minime” come condizione per il sostegno, scelta giudicata strumentale da molti consiglieri della maggioranza e dal pubblico presente in sala.
A conclusione del dibattito, il consigliere Radiuk ha aggiunto: “Si vogliono cambiare sei parole in un testo di quattro pagine solo per trovare un alibi. Lascio alla coscienza di ciascuno questa valutazione. Il mondo può cambiare anche con piccoli gesti. Questa delibera, costruita anche sulla base di quelle già approvate in altri Comuni, chiede solo una cosa: pace a Gaza”.
"Siamo contrari alla guerra e favorevoli a fermare il genocidio in corso a Gaza - dicono dal fronte della minoranza -. Il punto è che nel testo della delibera erano presenti posizioni che non riteniamo condivisibili, oltre ad alcuni errori formali che sarebbe stato semplice correggere. La maggioranza ha scelto ostinatamente di andare avanti, ignorando le nostre proposte, che erano semplici e di buon senso. Condividiamo, e continuiamo a condividere, la richiesta di fermare il genocidio a Gaza. Tuttavia, l’intervento del consigliere Radiuk non corrisponde al testo che ci è stato sottoposto al voto. Abbiamo chiesto modifiche minime per rendere la delibera anche formalmente corretta. Ci sono state negate senza alcuna giustificazione, sostenendo che 'su questi argomenti si vota e basta'. Ma non è così: la forma è sostanza".
In particolare, gli esponenti della minoranza ingauna avevano chiesto di modificare — eliminandolo — un passaggio della delibera in cui si faceva riferimento al riconoscimento della Palestina come “Stato democratico e sovrano, con Gerusalemme quale capitale condivisa”. Una proposta di modifica che è stata rigettata dalla maggioranza.
La delibera è stata votata dalla sola maggioranza consiliare. La minoranza sul punto si è astenuta.
“Esprimiamo profonda incredulità e rammarico per la decisione della minoranza di non votare la delibera sulla situazione umanitaria in Gaza - affermano dalla maggioranza consiliare -. Durante il dibattito abbiamo voluto parlare non di ideologie, ma di bambini, di vittime innocenti, di un dramma che merita una risposta umana e condivisa. Nonostante in tutti i nostri interventi ci siano stati appelli al buon senso per uscire dall’aula con un voto unanime, la minoranza ha scelto di astenersi".
"Riteniamo questa scelta più grave di un voto contrario - aggiungono -, perché l’astensione rappresenta la volontà di non prendere posizione, di tenersi a distanza anche di fronte a una tragedia che dovrebbe interrogare le coscienze di tutti".
"Per coerenza - proseguono dalla maggioranza -, se non si condivideva il testo della delibera, si sarebbe dovuto votare contro, manifestando chiaramente il proprio dissenso. L’astensione, invece, appare come una fuga dalle proprie responsabilità".
"Ci stupisce che la stessa minoranza che ha proposto una mozione per l’intitolazione di una piazza in memoria dei Martiri delle Foibe oggi decida di astenersi su questa delibera che tratta un dramma dei nostri giorni. Sappiamo bene che un’amministrazione ha tante tematiche di cui doversi occupare e che con questa delibera non modificheremo il corso degli eventi internazionali, ma riteniamo fondamentale non tacere di fronte al dolore e alle ingiustizie. La nostra speranza - aggiungono - è quella che questo atto possa essere adottata da tutti i comuni auspicando che tutti i consiglieri si assumano responsabilità diversamente da quanto fatto dalla nostra opposizione".
"Come detto durante il consiglio - conclude la maggioranza - ci vergogniamo di poter fare solo questo. Ma ieri sera, c’è sicuramente chi dovrebbe vergognarsi di più”.