Attualità - 06 agosto 2025, 11:37

Albenga, la famiglia Sarli ottiene finalmente la residenza: “Ora possiamo ricominciare a vivere”

Per diversi mesi, la famiglia è rimasta senza diritti fondamentali: sanità, assistenza sociale, accesso ai servizi e persino la possibilità di presentare l’Isee

Dopo mesi di attese, rimpalli burocratici e un vero e proprio limbo sociale, la famiglia Sarli ha finalmente ottenuto la residenza nel Comune di Albenga. Una notizia che pone fine a un lungo periodo di incertezza per Marco Sarli, 70 anni, con problemi di salute, rientrato in Italia dal Vietnam con la moglie, la figlia diciassettenne e una nipotina di pochi mesi.

Per diversi mesi, la famiglia è rimasta senza diritti fondamentali: sanità, assistenza sociale, accesso ai servizi e persino la possibilità di presentare l’Isee. Dopo essere tornati in Italia con la promessa di un percorso di reinserimento garantito dal fondo per i rimpatri, si sono ritrovati praticamente abbandonati. Il rimpallo di responsabilità tra il Comune di Borghetto Santo Spirito – ultima residenza italiana di Sarli quasi 40 anni fa – e Albenga, dove la famiglia vive di fatto attualmente, ha trasformato il loro ritorno in un incubo burocratico.

Ora, grazie all’assegnazione della residenza in “via del Comune” ad Albenga, la situazione si è sbloccata.

“Abbiamo scelto di procedere nel rispetto del diritto alla tutela sociale”, spiega l’assessore alle Politiche Sociali di Albenga, Marta Gaia, sottolineando come il riconoscimento della residenza in questi casi rappresenti un livello essenziale delle prestazioni sociali. “Albenga c’è, e continuerà ad esserci, sempre dalla parte delle persone”.

Più critico il sindaco di Borghetto Santo Spirito, Giancarlo Canepa, che ha parlato di “un calvario che si sarebbe potuto, anzi dovuto, evitare”, sottolineando come fosse evidente fin dall’inizio quale Comune fosse competente a concedere la residenza.

Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere comunale di Albenga Nicola Podio, che ha definito la gestione del caso “un’altra pagina imbarazzante” per l’amministrazione ingauna, accusando sindaco e assessore di “capricci istituzionali” e scarso rispetto delle normative.

Comunque, oggi la famiglia Sarli può finalmente guardare al futuro con più serenità.

Redazione