Sanità - 12 agosto 2025, 18:15

Centrale unica 118 e corso di Fisioterapia al Santa Corona, l'Amministrazione pietrese chiede riflessioni approfondite

"Si arrivi a una soluzione ragionevole e condivisa che non abbia ricadute negative sulla popolazione e garantisca la qualità dei servizi"

“Preoccupazione e un certo stupore” sono la reazione dell'Amministrazione comunale di Pietra Ligure alla notizia secondo cui Regione Liguria sarebbe intenzionata a ridurre le centrali operative del 118 dalle attuali cinque a una e unica per tutto l'arco regionale.

“Crediamo che sia un provvedimento avventato e poco ragionevole nella sua costituzione, trattandosi appunto di un settore delicato e fondamentale, come quello dell'urgenza-emergenza dove il fattore tempo risulta, sempre più spesso, fondamentale - affermano il sindaco Luigi De Vincenzi e il consigliere delegato alla Sanità, Giovanni Liscio - Ancor più in un territorio articolato e problematico, anche dal punto di vista infrastrutturale, come quello ligure”.

Secondo De Vincenzi e Liscio, “questo provvedimento potrebbe pregiudicare l'operatività della nuova centrale, non garantendo più la tempestività e l'efficienza di questo servizio che, è bene ricordarlo, in determinati periodi dell'anno, registra un incremento notevole dell’attività”

“Auspichiamo, tuttavia - aggiungono -, che questo processo possa avvenire garantendo sia i livelli quantitativi che qualitativi e professionali del personale dedicato tuttora esistenti”.

I motivi di preoccupazione per l'Amministrazione pietrese, però, non si fermano qui e sono relativi alla paventata chiusura del corso di laurea per fisioterapisti, con sede presso il Santa Corona. “Questione - rimarcano primo cittadino e consigliere delegato - che si era già presentata nella scorsa primavera e sulla quale eravamo già intervenuti, anche con una interrogazione diretta all’assessore Massimo Nicolò, il quale ci aveva rassicurati in merito ad una soluzione imminente che, evidentemente e alla luce dei fatti, è rimasta ferma alle intenzioni di un ridimensionamento, cosa che, naturalmente, non ci può soddisfare”

Anche in questo caso, la conclusione non può che essere con un auspicio, ossia “che per entrambe le situazioni, si possa arrivare ad una soluzione ragionevole e condivisa che non abbia ricadute negative sulla popolazione e garantisca la qualità dei servizi sanitari sul territorio”, concludono De Vincenzi e Liscio

Redazione