Un'interrogazione con al centro l'impianto di bitume ad Albisola Superiore di fronte al cantiere dell'Aurelia Bis a Grana.
A presentarla unitariamente ed inviarla al presidente della Provincia Pierangelo Olivieri con la disccussione che si terrà nel prossimo consiglio provinciale i consiglieri della Lista "Uniti per la Provincia di Savona" Marisa Ghersi, Marco Lima, Rodolfo Mirri e Massimo Niero. L'impianto è stato al centro di diverse lettere di preoccupazione del Comitato Albisola-Luceto Sostenibile con un incontro che era stato svolto dai rappresentanti con il Sindaco Maurizio Garbarini lo scorso 11 luglio.
"Esaminata la documentazione relativa alle autorizzazioni richieste per l’esercizio dell’impianto di produzione di bitume nel Comune di Albisola Superiore, in corso di messa in opera presso il campo base Anas, variante della SS1 Aurelia bis abbiamo rilevato quanto segue: Incongruenza tra i soggetti operanti e i titolari delle autorizzazioni: dalla documentazione contrattuale agli atti degli Uffici comunali, l’appaltante del cantiere “variante ss1 Aurelia bis” - Italiana Costruzioni Infrastrutture (ICI) - risulta avere stipulato un contratto di subappalto con Pavitecna s.r.l. avente ad oggetto la fornitura e posa in opera dei conglomerati bituminosi, mentre C.F.R. Conglomerati Bituminosi s.r.l. risulta mera noleggiatrice dei macchinari che compongono l’impianto - spiegano nell'interrogazione - L’autorizzazione acustica rilasciata dal Comune di Albisola Superiore e l’Autorizzazione Unica Ambientale (A.U.A.) rilasciata dalla Provincia di Savona, risultano richieste ed ottenute dalla C.F.R. Conglomerati Bituminosi s.r.l., la quale risulta tuttavia non è titolare né del contratto di appalto né di subappalto, bensì contraente di un semplice contratto di noleggio con la Pavitecna s.r.l., unica titolata alla fornitura e posa in opera del conglomerato bituminoso per il cantiere “Variante ss1 Aurelia-Bis. La Pavitecna s.r.l., però, non figura tra i richiedenti alcuna autorizzazione. Ne consegue un evidente vuoto di responsabilità operativa e contrattuale, che pone dubbi sulla validità giuridica delle autorizzazioni rilasciate. Inoltre nella richiesta di autorizzazione di C.F.R. Conglomerati Bituminosi s.r.l. e nella relazione allegata, realizzata da SIGE, si afferma che le attività dell’impianto saranno “prevalentemente” connesse alle necessità di approvvigionamento derivanti dalle attività di costruzione dell’Aurelia Bis...”: tuttavia, si ritiene che, qualora l’impianto svolgesse, anche parzialmente, una funzione non strettamente finalizzata al cantiere in essere, non si sarebbe potuto seguire l’iter autorizzativo effettivamente percorso".
I consiglieri provinciali si sono poi concentrati sulla collocazione dell’impianto che sarebbe difforme rispetto ai documenti autorizzativi.
"La posizione attuale dell’impianto risulta diversa da quella indicata nella relazione acustica e nei documenti depositati al momento della richiesta di A.U.A. Tale spostamento incide sensibilmente sulla distanza dai recettori acustici utilizzati per le simulazioni e i calcoli, rendendo potenzialmente inattendibili le valutazioni di impatto acustico. È grave che il Comune, nonostante avesse ricevuto comunicazione dell’installazione già nel giugno 2024, sia intervenuto solo l’11 marzo 2025 con nota protocollare n° 3936 nella quale si richiedono chiarimenti a C.F.R. Conglomerati Bituminosi s.r.l, sulla corretta posizione dell’installazione dell’impianto in oggetto, sotto richiesta dei consiglieri di minoranza" puntualizzano puntando il dito contro il Comune di Albisola.
Attenzione poi alla durata e legittimità delle deroghe acustiche.
"Mentre nella documentazione si parla di una durata stimata dell’impianto di almeno tre anni, l’autorizzazione rilasciata dal Comune di Albisola Superiore e quella della Provincia di Savona stabiliscono un’attività limitata a 365 giorni, senza chiarire se e come sarà gestita la proroga, dato che il cantiere durerà con ogni probabilità ben oltre tale periodo - proseguono concentrandosi anche sulla mancanza di controlli e le verifiche operative - Nessun piano di monitoraggio fonometrico o ambientale è previsto, né risultano effettuati controlli sull’avvio dell’attività rumorosa, sull’impatto del fresato usato o sulle emissioni da combustione. Inoltre, l’unico controllo previsto (su emissioni convogliate) è in autocontrollo annuale, in contrasto con la natura potenzialmente inquinante e con la vicinanza di abitazioni e aziende alimentari".
L'impianto è inoltre potenzialmente soggetto a obbligo di Certificato di Prevenzione Incendi (CPI).
"Alla luce delle caratteristiche impiantistiche (caldaia da 400.000 Kcal/h a GPL, bruciatore a olio BTZ da 1275 kW, serbatoio da 40 tonnellate), e secondo il D.M. 16/2/1982, l’impianto sembrerebbe rientrare tra quelli soggetti all’obbligo di CPI, ma nessun documento rilasciato dai Vigili del Fuoco risulta allegato nonostante una loro nota protocollata del 2/4/2024 richiedesse un’integrazione della documentazione tecnica" concludono.
I consiglieri di opposizione chiedono "se la Provincia di Savona sia stata informata della variazione di posizione dell’impianto e se ciò abbia dato luogo a richieste di integrazione, aggiornamenti o revoche parziali dell’A.U.A; se i provvedimenti autorizzativi emessi dalla Provincia di Savona sulla base di analisi acustiche e documenti tecnici non rispondenti alla reale collocazione, possano ritenersi ancora validi, nonostante l’evidente incongruenza con i documenti tecnici di base. In ogni caso, se si possa considerare legittimamente richiesta e validamente rilasciata la già menzionata autorizzazione, in favore di un soggetto che non è né appaltatore né subappaltatore del cantiere “SS1 Aurelia Bis”; se sia stato verificato con il soggetto richiedente e con l’appaltatore se l’attività produttiva sarà finalizzata alle esigenze del suddetto cantiere “esclusivamente” ovvero “prevalentemente”, e in tale ultimo caso se non si debba configurare una autonoma attività commerciale/imprenditoriale necessitante di ulteriori requisiti e autorizzazioni; Se l’impianto, in base alle potenzialità installate e alle norme vigenti, richieda il rilascio del Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) e se tale documento sia stato rilasciato, oppure se la procedura di prevenzione incendi risulti ancora incomplete; Quali siano i tempi effettivi di esercizio dell’impianto e quale sia l’orientamento della Provincia in merito alla proroga delle autorizzazioni acustiche e ambientali una volta scaduto il termine annuale".
Ghersi, Lima, Mirri e Niero chiedono inoltre di chiarire formalmente "quale società è legittimamente titolata alla produzione e posa del conglomerato; quale società ha effettivamente ottenuto autorizzazioni e deroghe; se il contratto di noleggio tra C.F.R. e Pavitecna incida sulla responsabilità di esercizio; di chi sono le responsabilità operative e ambientali; Se vi sia stata la nomina all’interno della Amministrazione Comunale di un incaricato della funzione di vigilanza e perché non siano state avanzate richieste di ricollocazione dell’impianto già al momento della comunicazione di installazione, nel giugno 2024; Quale sia l’ente o figura incaricata del controllo sulle emissioni acustiche e ambientali, e se la Provincia intenda richiedere, come sarebbe auspicabile, rilievi periodici e accessi ispettivi durante l’attività dell’impianto" .