Attualità - 03 settembre 2025, 07:54

Savona guida i prezzi delle seconde case al mare: la Liguria resta la più cara d’Italia

I prezzi medi sfiorano i 3.595 euro al metro quadrato, nonostante un leggero calo (-0,5%), secondo il dati di Immobiliare.it

Una seconda casa al mare, o in montagna,  è un po' il sogno di tutti è un tipo di acquisto che sta diventando sempre più costoso.  Secondo l’ultimo report di Immobiliare.it, nel 2025 il Trentino-Alto Adige si conferma la regione più costosa tra le mete montane, mentre al mare è la provincia di Savona a guidare la classifica del Nord Italia.

La Liguria, in generale, si conferma la regione più cara per chi desidera una casa al mare. A Savona, i prezzi medi sfiorano i 3.595 euro al metro quadrato, nonostante un leggero calo (-0,5%). Più accessibile risulta Genova, con 1.732 euro/mq (+3,3%), mentre La Spezia si attesta intorno ai 2.117 euro/mq (+5,5%).

Ci si chiede perchè la provincia di Savona, abbia i prezzi più altri.  Le ragioni vanno cercate in un mix di fattori, una, quella della carenza di territorio è comune un po' a tutte le province Liguri. Ma la Riviera ligure, e in particolare quella savonese, è una delle mete storiche per il turismo nazionale e internazionale. Località come Alassio, Varazze, Finale Ligure o Bergeggi attraggono visitatori, aumentando la domanda di seconde case. Spiagge, entroterra collinare, borghi storici e aree protette creano un mix paesaggistico che accresce il valore percepito degli immobili. Resta però il problema dei collegamenti con infrastrutture critiche, autostrade intasate e treni in ritardo, e collegamenti difficoltosi.

Il confronto con Genova e La Spezia evidenzia un divario importante. Se il capoluogo ligure rimane più accessibile grazie a un mercato immobiliare più ampio e variegato, La Spezia sta crescendo rapidamente grazie alla valorizzazione turistica delle Cinque Terre e alla vicinanza con la Toscana. Tuttavia, è Savona a mantenere la leadership dei prezzi, proprio per la forte attrattiva delle sue località balneari e per la scarsità di nuove costruzioni.