Il progetto Life Urca (Urgent Conservation Actions) Proemys ha raggiunto anche quest’anno l’importante obiettivo di ripopolare con nuovi esemplari di testuggine palustre Emys orbicularis ingauna gli ambienti umidi della Piana di Albenga. Sono stati quattro i giovani individui, riprodotti e allevati in ambiente controllato, rilasciati questa mattina presso l’area Natura 2000 IT1324896 “Lerrone – Valloni”.
Gli esemplari hanno una marcatura di identificazione e un microchip che consentiranno ai ricercatori di individuarli nei prossimi anni nelle fasi di monitoraggio periodico.
All’evento di rilascio erano presenti i rappresentanti degli enti e delle realtà impegnate nella conservazione di questa specie: Wwf, Associazione Emys Liguria, Provincia di Savona, Pro Natura Genova, Università di Genova, Fondazione Acquario di Genova e Acquario di Genova–Costa Edutainment spa, Arpal, Regione Liguria.
Il rilascio delle Emys è avvenuto nello stagno di circa 600 metri quadri, realizzato dal progetto Life Urca Proemys presso l’oasi Wwf “I Valloni” a Villanova d’Albenga.
Coordinato da Wwf Italia, il progetto Urca Proemys è cofinanziato dall’Unione Europea attraverso lo strumento Life e vede la partecipazione di sette partner italiani – Università degli Studi di Firenze, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Costa Edutainment con particolare riferimento all’Acquario di Genova, Università di Pisa, Centro studi bionaturalistici srl, Parco lombardo Valle del Ticino, Ente di gestione per i parchi e la biodiversità Emilia centrale – e due partner sloveni – Soline Pridelava Soli d.o.o. e Javni Zavod Krajinski park Ljubljansko Barje.
Il progetto ha l’obiettivo di migliorare lo stato di conservazione della testuggine palustre autoctona in Italia e Slovenia, mantenendo la diversità genetica delle popolazioni esistenti.
Gli esemplari rilasciati appartengono alla sottospecie Emys orbicularis ingauna, originaria del territorio ingauno, ma ritenuta virtualmente estinta fino agli anni ’90 a causa delle forti alterazioni subite dal suo habitat naturale a partire dagli anni ’60.
Dalla fine degli anni ’90 sono state avviate azioni per la sua conservazione che hanno portato anche alla descrizione della nuova sottospecie, unico vertebrato esclusivo della Liguria. Nel 2001, grazie alla collaborazione tra importanti istituzioni, è stato realizzato il Centro Emys di Leca d’Albenga, in un terreno di 150 metri quadri messo a disposizione dalla Comunità montana ingauna, con l’obiettivo di reintrodurre Emys orbicularis ingauna nella sua zona di origine. Nel 2008 è avvenuto il primo rilascio in natura di dieci esemplari riprodotti in ambiente controllato, in due siti appositamente preparati in aree protette.
Il progetto Life Urca Proemys prosegue e incrementa le azioni a favore della sopravvivenza delle popolazioni di testuggine palustre europea in Italia e Slovenia attraverso il potenziamento di sette centri di riproduzione in Italia, tra cui quello di Leca d’Albenga, per riprodurre esemplari di Emys orbicularis da rilasciare in almeno tredici siti oggetto di intervento, tra i quali quelli presenti nel territorio ingauno.
Le attività di ripopolamento saranno attuate con grande rigore scientifico e saranno effettuate indagini genetiche preventive al fine di garantire l’integrità e la vitalità delle popolazioni e conservare la diversità genetica delle popolazioni autoctone di Italia e Slovenia.
Altra azione importante del progetto Life riguarda il miglioramento delle condizioni degli habitat naturali dove vive questa specie, con progetti di ripristino in almeno trenta siti selezionati in Italia e Slovenia. Un recupero ambientale che favorirà anche la conservazione di altre specie minacciate di rettili e anfibi.
Saranno portate avanti anche attività di informazione e sensibilizzazione del pubblico con l’obiettivo di diffondere comportamenti corretti da adottare in contesti naturali protetti e disincentivare il rilascio in territori non propri di specie aliene, che costituiscono una grave minaccia per le specie autoctone.
La testuggine palustre europea Emys orbicularis (L.) è una specie diffusa in un ampio areale che comprende Europa meridionale, occidentale e centrale, Asia occidentale e Nord Africa.
Il suo habitat è costituito da ambienti umidi come stagni, laghi, fiumi e paludi. Ha una dieta mista erbivora e carnivora.
La diversità tra i sessi è evidente: i maschi adulti sono sempre di dimensioni minori rispetto alle femmine, con carapace meno rilevato e piastrone concavo, più corto rispetto alla lunghezza del carapace; nelle femmine, invece, il piastrone è piatto e di lunghezza pari o leggermente superiore a quella del carapace. Seleziona ambienti terrestri aperti e con terreno morbido per la nidificazione. La maturità sessuale è raggiunta a 5-6 anni nei maschi, mentre per le femmine servono anche 10-15 anni. Depongono in media 7-8 uova per covata, coprendo il nido con il terreno scavato prima di abbandonarlo. La maggior parte dei giovani emerge dopo 90-100 giorni di incubazione, ma nei casi di riproduzioni tardive i piccoli ibernano nel suolo e fuoriescono in primavera.
Rispetto ad altri rettili e anfibi, questa specie ha un’aspettativa di vita relativamente lunga. La mortalità è tuttavia molto alta nei neonati, a causa dei numerosi predatori.
Le minacce principali alla sua sopravvivenza, oltre all’alterazione, frammentazione e distruzione degli habitat naturali, sono la presenza di specie aliene, il disturbo e la predazione di uova e giovani, la perdita di identità genetica delle popolazioni locali e, ancora oggi, l’assenza di piani e di un forte coordinamento delle azioni di conservazione.