Massimo Marabotto dal 14 ottobre lascia la guida della Chirurgia vascolare del Santa Corona per la pensione. Fu il primo chirurgo in Liguria a impiantare un’endoprotesi per il trattamento dell’aneurisma dell’aorta addominale, aprendo la strada a una nuova tecnica.
Arrivato al San Paolo di Savona nell’81 per il tirocinio con il professor Zincola, nel 1986 Marabotto è entrato a far parte della Divisione di Chirurgia vascolare dell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. Nel 1990 il trasferimento al San Paolo di Savona, nella Divisione di Chirurgia diretta dal professor Cavaliere, sempre con attività legata alla diagnosi e alla terapia delle patologie vascolari.
Nel 2004 è stato assegnato alla Divisione di Chirurgia vascolare del Santa Corona di Pietra Ligure e contestualmente riceve l’incarico triennale di Responsabile della Struttura Semplice “Cura delle malattie vascolari con tecniche avanzate”.
Nel 2009 viene nomitao Direttore della Struttura complessa di Chirurgia vascolare del Santa Corona e poi responsabile della Struttura dipartimentale “Chirurgia vascolare ed endoprotesica”. È stato inoltre referente regionale ligure dei primari di Chirurgia vascolare.
Il suo attivo conta la partecipazione a oltre 200 incontri tra convegni e seminari di settore, oltre a numerose pubblicazioni, tra cui una cinquantina di lavori scientifici editi su riviste italiane e internazionali.
Marabotto ha fatto scuola nella chirurgia vascolare, introducendo – quando era al San Paolo di Savona – una nuova tecnica mini-invasiva per l’aneurisma dell’aorta. “Nel 1999 siamo stati i primi in Liguria – spiega Marabotto – e c’era stato un ampio dibattito nel mondo della chirurgia vascolare, che si era diviso sull’utilizzo di quella tecnica, poi portata avanti e oggi adottata in tutta Italia”.
Tra due settimane, dopo 43 anni “di timbro in Asl”, Marabotto lascerà l’ospedale. Ma il primario della Chirurgia vascolare non è un professionista del “dopo di me il diluvio”. In questi anni ha formato un’equipe di medici che porterà avanti il lavoro. “Si è creata un’equipe splendida – afferma Marabotto – che saprà andare avanti benissimo senza di me. A una certa età in sala operatoria non si hanno più le performance che si hanno a 40 anni: è giusto lasciare e far proseguire i giovani professionisti”.
Per il primario della Chirurgia vascolare la pensione sarà l’occasione per continuare nella libera professione ma anche per prendersi più tempo per sé.
“Magari continuerò a fare qualcosa come libero professionista – conclude – ma intendo godermi anche la famiglia”.