Il presidio permanente è un luogo di confronto, per una politica dal basso, fatta di persone e movimenti, che riporti la partecipazione al centro della vita politica, tutti i giorni, dalle ore 18 alle 20, in piazza IV Novembre.
A seguire, l’intervento del Collettivo Studentesco Ingauno, di Sinistra Ingauna e di Non Una di Meno: "Oggi (ieri per chi legge) siamo qui, ancora una volta, a dire che non possiamo permetterci di distogliere lo sguardo. Non possiamo dire “pace” mentre in Palestina si continua a morire, mentre intere famiglie vengono cancellate, mentre la vita quotidiana è fatta di assedio, silenzio e ingiustizia. Abbiamo visto troppe volte come il mondo si accende per qualche giorno e poi torna a tacere. Ma noi non possiamo. Non possiamo smettere di guardare. Non possiamo smettere di parlare".
"Oggi dobbiamo essere in allerta, vigili, attenti. Perché quando il potere si prepara a nuove violenze, lo fa sempre nel silenzio. Perché quando ci dicono “è per la sicurezza”, spesso è per giustificare nuove distruzioni, nuovi muri, nuovi massacri. E allora noi diciamo no. Diciamo che la sicurezza non è bombardare, non è occupare, non è togliere libertà. La sicurezza è poter vivere, studiare, amare, sognare — anche a Gaza, anche in Cisgiordania, anche nei campi profughi".
"Siamo qui per ricordare che la pace non è un’immagine da mettere sui social, ma un cammino fatto di giustizia, libertà e memoria. Essere in pace non significa restare fermi: significa restare umani, anche quando tutto spinge verso l’indifferenza. Oggi portiamo in piazza le nostre voci, i nostri corpi, la nostra rabbia e la nostra speranza. Perché finché ci sarà chi resiste, la Palestina non sarà sola", concludono.