“O ci smuoviamo o troviamo il coraggio di parlare di certi argomenti o non ne usciamo”. E l’argomento è quello della realizzazione di un termovalorizzatore in provincia di Savona, introdotto dall’assessore regionale Paolo Ripamonti all’incontro di questa mattina in Confcommercio, dove si è parlato di accesso al credito, di eventi calamitosi e delle tutele e degli interventi per il settore del commercio.
L'assessore regionale della Lega torna quindi in pressing sull'inceneritore, che 19 sondaci del territorio che potrebbe essere interessato dall'impianto hanno bocciato con una lettera. Ripamonti si è allacciato a uno dei temi dell'incontro : l’accesso al credito delle imprese e le misure di tutela per gli eventi meteo estremi, che in questi ultimi anni hanno causato gravi danni alle aziende, in particolare in Valle Bormida. Il passaggio di Ripamonti è stato chiaro: una delle cause dei danni è il fatto che molte imprese si trovino vicine ai fiumi, e un insediamento come un termovalorizzatore sarebbe un’opportunità per chiedere a chi lo realizzerà un impegno per la messa in sicurezza del territorio, rendendo forse l’idea meno “pesante” per i sindaci della Val Bormida, una delle zone più appetibili per la realizzazione dell’impianto.
“Si è costruito molto vicino ai fiumi – ha dichiarato Ripamonti – si è impedito di pulire i corsi d’acqua, c’è incuria da parte dell’uomo. A un nuovo insediamento produttivo si può chiedere di fare determinati interventi e si può aprire una strada. Ovviamente mi riferisco alla chiusura del ciclo dei rifiuti. Saranno chiamati tutti a dare la propria opinione su questo tema, in modo laico. In Danimarca c’è un impianto: ci sciano sopra e sotto c’è un asilo”.
“Sul tema più ampio del cosa fare dei rifiuti, noi ne abbiamo – ha detto il presidente di Confcommercio Schiappapietra – ed è un argomento interessante, perché qui abbiamo sempre risolto il problema con le discariche e pagato relativamente poco. Ma ora l’imposta rifiuti cresce a dismisura e, con tutte le altre tasse e bollette, è un costo importante. Non so se questa tua proposta sarà la soluzione, ma condivido che una soluzione va trovata”.
Dando un colpo al cerchio e uno alla botte, Ripamonti boccia poi l’eolico: “Non possiamo più continuare a mettere pale eoliche – ha detto – nel Savonese ci sono l’80% di tutte quelle della regione”, e ha sottolineato l’importanza del fotovoltaico. “Noi abbiamo 11 milioni di metri quadrati di tetti commerciali, industriali e artigianali sui quali potremmo installare il fotovoltaico. Se siamo così bravi e virtuosi, e le banche ci vengono incontro, soprattutto per quanto riguarda la grande industria, riusciremo ad affrontare la questione energetica. Ma le rinnovabili non sono programmabili e hanno dei picchi”.