Botta e risposta sulla riforma della giustizia tra il senatore Gianni Berrino, capogruppo di Fratelli d'Italia in Commissione Giustizia, e il Partito Democratico di Albenga. Al centro della polemica la cosiddetta "riforma Nordio", che continua a dividere le forze politiche.
"Le recenti dichiarazioni rilasciate dal Partito Democratico di Albenga sono l'ennesimo esempio di una campagna di disinformazione volta a minare l'autorevolezza di un provvedimento fondamentale per il futuro della giustizia in Italia", attacca Berrino, rispondendo alle critiche del segretario del PD locale, Michele Marengo.
Il senatore respinge con fermezza le accuse secondo cui la riforma rappresenterebbe un tentativo di accrescere il potere esecutivo sulla magistratura. "Al contrario, essa rappresenta una risposta concreta alle criticità storiche che affliggono il nostro sistema giudiziario, ponendo l'accento su un'efficace separazione dei poteri e sull'adozione di strumenti che favoriscano un giusto equilibrio tra le istituzioni", spiega Berrino.
Gli interventi previsti dal provvedimento, secondo il capogruppo di FdI, sono pensati per garantire tempi di giustizia più rapidi e per restituire ai cittadini un sistema più efficace, equo e trasparente.
A chi accusa la riforma di non affrontare le vere emergenze del sistema, Berrino replica: "Non si può migliorare la giustizia senza modernizzare e razionalizzare le sue strutture. La riforma Nordio è il primo passo per costruire un sistema giudiziario che sia davvero al servizio dei cittadini, non dei partiti o delle ideologie".
Il senatore invita quindi il Pd a "concentrarsi meno su sterili polemiche politiche e più sulle soluzioni concrete per migliorare il nostro Paese", rivendicando l'impegno di Fratelli d'Italia "al fianco della giustizia, dell'indipendenza della magistratura e della difesa della Costituzione".
"Siamo anche pronti a riformare e rendere più efficace un sistema che, oggi, è troppo lento, troppo costoso e troppo lontano dalle reali esigenze dei cittadini", conclude Berrino, definendo la riforma Nordio "non un finto specchietto per le allodole, ma un intervento serio e necessario per il futuro del nostro Paese".
"È giunto il momento di smettere di fermarsi alle polemiche politiche e di lavorare, finalmente, per un'Italia più giusta e più moderna", chiosa il senatore.