Politica - 24 ottobre 2025, 07:57

Savona, gestione post mortem della discarica di Cima Montà. Auxilia: "Non è stato deciso di affidarla a Sea-S"

Con la liquidazione di Ata si porrà la questione della gestione post mortem dell'ex impianto di smaltimento rifiuti. Resta il credito di 2,2 milioni vantato dalla società nei confronti del Comune

È stato “il caso” Ata a tenere banco nella Commissione consiliare di ieri, 23 ottobre. La società è in procedura di concordato ormai da tempo, con creditori ancora da liquidare, e ci sono molte questioni aperte, alcune delle quali potrebbero avere ricadute economiche sul Comune, poste dai consiglieri comunali in Commissione.

Una, la più spinosa, è il credito che Ata vanta nei confronti del Comune, passato da 1,8 milioni di euro a 2,2 milioni e per il quale, mesi fa, l’amministratore di Ata, Tassinari, si era detto convinto delle proprie ragioni e disposto anche ad arrivare allo scontro con il Comune per farle valere.

Ci sono poi le questioni della liquidazione delle quote ai Comuni soci, acquisite dal Comune per 18 mila euro, per la quale – come ha fatto osservare il consigliere del M5S Federico Mij, che ha chiesto una relazione sullo stato del concordato di Ata – non ci sono ancora tutte le delibere dei Comuni interessati; la gestione del post mortem della discarica di Cima Montà, la situazione del concordato di Ata e la liquidazione dei creditori.

“Della discarica cosa ne vogliamo fare? – ha chiesto Orsi di Pensiero Libero.Zero – Come, in che modo e da chi verrà gestita? Ricordiamo che il post mortem dura 30 anni e la strada è ancora lunga. C’è intenzione di affidarla a quello che sarebbe il socio più naturale per la gestione, ovvero la società che si occupa della raccolta rifiuti, oppure no? Si intende in qualche modo ‘subappaltare’ il servizio di gestione del post mortem della discarica?”.

La consigliera Daniela Giaccardi (Pensiero Libero.Zero) ha chiesto un aggiornamento sulla situazione del concordato e sulla posizione debitoria e creditoria di Ata e, in generale, maggiore chiarezza su come evolva la vicenda prima dell’acquisizione delle quote.

“Mi pare assurdo chiedere un sacrificio ai savonesi – ha spiegato Giaccardi – su situazioni sulle quali non mi sembra ci sia chiarezza. Sarebbe opportuno fermarsi un attimo e dare contezza ai cittadini di quanto è successo in maniera chiara”.

La decisione di liquidare le quote dei Comuni soci di minoranza di Ata, con una spesa di 18 mila euro, sarebbe dovuta al fatto di poter gestire in modo più veloce le procedure di liquidazione con un socio unico.

“È vero che non tutti gli azionisti di minoranza hanno esercitato il diritto di recesso – ha spiegato l’assessore Auxilia – ma lo ha fatto una buona parte dei Comuni, e altri interpellati in previsione di questa delibera hanno manifestato la propria adesione. Non concordo quando si dice che, all’esito della liquidazione, il Comune sarà senza un centesimo, perché Ata ha un patrimonio netto positivo e, alla liquidazione, avrà il rimborso del capitale interamente versato. Il bilancio al 31 dicembre 2023 ne dà atto, così come quello al 31 dicembre 2024, che sarà sottoposto ad approvazione a breve”.

“Per ciò che riguarda la discarica di Cima Montà – ha detto Auxilia – sappiamo benissimo che dovrà essere gestita con onere a carico del Comune, come è stato deliberato dal Consiglio, ma non è efficiente che la gestisca Ata. Se Sea-S decidesse di gestirla, ben venga, ma non è stato deciso di affidarla a Sea-S”.

Sul credito vantato da Ata, il Comune conferma poi la convinzione che quei 2,2 milioni non siano dovuti ad Ata che, di fatto, oltre a sostenerne la legittimità, non avrebbe intrapreso azioni concrete per esigerlo.

“Se è passato un anno e non è successo niente, e il dottor Tassinari non ha agito – ha detto Auxilia – è perché ha ritenuto di non dover agire, per cui, per quanto ci riguarda, questo credito non esiste”.