Una decisione giunta come “una vittoria del buon senso contro la speculazione”. Con queste parole il Coordinamento Tutela del Montecerchio commenta il parere negativo espresso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica sulla compatibilità ambientale del progetto eolico Cravarezza, che prevedeva la costruzione di sette aerogeneratori da circa 30 megawatt collocati in un'area che comprende i Comuni di Calice Ligure, Mallare, Orco Feglino e Altare.
Per l'organo che raccoglie più associazioni attive sul tema, la bocciatura ministeriale segna un punto di svolta nella gestione dei progetti energetici in aree collinari e montane della Liguria, “un segnale forte a favore della salvaguardia degli ecosistemi e di una pianificazione che metta al centro la natura, il paesaggio, la sostenibilità e la cultura”.
L’organismo sottolinea infatti come la decisione del Ministero non rappresenti soltanto un atto di tutela del paesaggio e del fragile equilibrio ambientale locale, ma anche “la netta bocciatura di un approccio progettuale superficiale, che non prende in sufficiente considerazione tutti gli aspetti che caratterizzano i valori e la fragilità del territorio”.
Uno dei punti più critici del progetto, osserva il Coordinamento, riguardava la sottostazione elettrica di allacciamento prevista in località Acque del Comune di Mallare. “Il cuore dell’assurdità progettuale dell’impianto eolico Cravarezza risiede proprio lì - si legge nella nota - una grande infrastruttura immaginata in una zona di confluenza tra il fiume Bormida e il rio Consevola, già oggetto in passato di esondazioni”. Una collocazione definita “a rischio e priva di logica”, tanto più che la stessa sottostazione era indicata anche come punto di connessione per altri futuri impianti eolici del comprensorio.
“La stessa è una struttura che non esiste e che, con la decisione espressa dal Ministero, non esisterà nemmeno nel futuro”, commenta il Coordinamento, sollevando una domanda semplice ma cruciale: “Come è possibile che le procedure di Valutazione di Impatto Ambientale possano ultimare un’approvazione di progetti la cui funzionalità è vincolata a infrastrutture inesistenti?”
Da qui la richiesta di una revisione delle procedure autorizzative: “Questo caso mette in luce una falla che deve essere immediatamente corretta - sottolineano - per evitare sprechi inaccettabili di risorse pubbliche, tempo delle amministrazioni e inutili tensioni sociali. Qualsiasi iniziativa per la transizione energetica deve essere seria, sostenibile e ancorata a una progettazione reale e sicura”.
Il Coordinamento ringrazia infine il Ministero per “aver applicato il principio di precauzione” e per aver posto un argine a un progetto che avrebbe compromesso la qualità paesaggistica di un’area di grande valore naturalistico.
Il parere negativo cita infatti la presenza dell’Area protetta provinciale “Rocche Bianche” e del corridoio ecologico per le specie boschive, oltre al rischio di “impatti potenziali elevati sotto l’aspetto della visibilità dai moltissimi beni culturali presenti nelle vicinanze dell’impianto”. Da Finale Ligure, si legge, gli aerogeneratori sarebbero stati visibili da 53 beni tutelati.
Il Coordinamento Tutela Montecerchio considera questa decisione un precedente importante: “La tutela del territorio e la sicurezza delle infrastrutture vengono prima di ogni speculazione. È l’unica via da seguire per dare al Paese un futuro nell’interesse universale”.