Filtra stupore dal Ministero degli Affari Regionali dopo la presa di posizione di Anci Liguria in merito al tema di una possibile rivisitazione dei criteri per la classificazione dei cosiddetti "Comuni montani".
Nelle scorse ore era infatti trapelata un'indiscrezione secondo cui, attraverso l'eventuale applicazione di un decreto, momentaneamente allo stato di bozza, nella nostra regione questi verrebbero più che dimezzati, con un conseguente danno a quegli enti che perderebbero questa qualifica in quanto a contributi sovraordinati.
"Per onor di verità e opportuna chiarezza - recita la nota diffusa dal ministero - si sottolinea che questa voce va destituita di ogni fondamento poiché non esistono al momento bozze del decreto in questione. Peraltro è ancora in corso un lavoro istruttorio che si sviluppa sulla base delle rilevazioni degli esperti nominati nelle scorse settimane dalla Conferenza Unificata, sulla cui indicazione il ministro Calderoli non ha avuto voce in capitolo ma anzi ha lasciato piena libertà di scelta alla Conferenza delle Regioni, a Upi e alla stessa Anci nazionale".
"Tali proposte degli esperti andranno a contribuire alla stesura del decreto in questione, che comunque rispetterà le prerogative previste dalla legge Calderoli per la montagna, considerando i parametri altimetrico e di pendenza come principali dati di riferimento" si legge ancora.
La chiosa è quindi secca, spazzando per ora il campo da ogni valutazione stimata dall'Associazione dei Comuni liguri: "Allo stato attuale e secondo le verifiche effettuate per il caso di specie, non risulta sul tavolo degli esperti alcun tipo di proposta che avvalori quanto ipotizzato da Anci Liguria".