Attualità - 04 novembre 2025, 15:30

Collina sopra il porto di Vado, nessuna offerta presentata: asta deserta

In Tribunale oggi nessuno ha presentato interesse per la vasta area verde di 503mila mq. Le reazioni di Vivere Vado, Europa Verde e Sinistra Italiana

E' andata deserta questo pomeriggio l'asta per la vendita dell'area collinare composta da boschi e uliveti che si affaccia sul porto di Vado Ligure al confine con Bergeggi.

Nessuna offerta è stata quindi presentata in Tribunale a Savona per l'acquisizione della zona, 503mila mq tutti nel territorio vadese.

L'offerta minima è stata fissata in 229mila 500 euro e si poteva procedere in caso di più offerte con rilanci minimi di 3mila euro per volta. Il prezzo base è di 306mila euro.

Una cifra "appettibile" che però al momento non ha portato nessun soggetto a decidere di investire su una grande area verde  nel quale non si potrebbe costruire secondo quanto previsto dal Piano Regolatore.

"Vasto complesso di appezzamenti di terreni di varia natura tutti siti nel comune di Vado Ligure – nelle località Val Gelata, Cheia, Ciasa, Cappella, Scoglietti, Bricco, Contrà, Fortezza per la piena proprietà - viene spiegato nel sito Astalegale.net - L’area nella quale i terreni sono parte è posta immediatamente a monte della zona portuale del comune di Vado Ligure ed è costituita dalla costa collinare che definisce e chiude in direzione ponente la rada naturale del porto medesimo".

L’intera zona, caratterizzata da una morfologia collinare, risulta sostanzialmente priva di urbanizzazioni e infrastrutture viarie ad eccezione di un’unica via di accesso costituita da una strada bianca che percorre l’area in direzione est/ovest.

Il giudice è Paola Antonia Di Lorenzo e il curatore delegato alla vendita Alberto Marchese.

Con il fallimento della Geo Sviluppo Immobiliare Italia Srl di Albenga è stata disposta la vendita all'asta.

Nel progetto preliminare di P.U.C. adottato dal comune di Vado Ligure nel settembre del 2008 e ad oggi definitivamente decaduto e superato, la zona era invece individuata come “DTR6” distretto di trasformazione n. 6, all'interno del quale era previsto un importante progetto di sviluppo e trasformazione territoriale teso all’inserimento di un nuovo polo residenziale, turistico ricettivo e sportivo con creazione di nuove volumetrie concentrate in due differenti ambiti: il primo a carattere sportivo e residenziale il secondo turistico ricettivo. L'intervento prevedeva la creazione di un parco urbano al contorno delle aree a concentrazione volumetrica in grado di garantire la manutenzione dell’ambiente naturale circostante. A seguito della Determina della Giunta Regionale del 29 luglio 2011 riguardante il parere la previsione era stata definitivamente rigettata dalla Regione Liguria data la sua incompatibilità rispetto al regime normativo del Piano Territoriale di Coordinamento Paesistico della provincia di Savona che individua l’area come territorio non insediato. Venute meno tutte le previsioni del progetto del nuovo PUC rimane attualmente in vigore il Piano Regolatore vigente (PRIS Variante generale 2008 e successive) che ricomprende in zona APN la stragrande maggioranza delle aree.

LE REAZIONI POLITICHE

Ad intevenire sul tema sia il gruppo consiliare di minoranza "Vivere Vado" che Europa Verde Savona e Sinistra Italiana.

"Temiamo che una base d'asta così esigua possa scatenare gli appetiti di qualche imprenditore d'assalto (non abbiamo scordato l'ipotesi della Cittadella dello sport, peraltro abbracciata dall'allora Amministrazione comunale). Nell'attuale situazione, il Piano Regolatore vecchio di oltre 40 anni potrebbe illudere che una semplice variante possa cambiare la destinazione d'uso in qualcosa di altamente redditizio per un privato: non è difficile trovarlo, in un contesto di piattaforma, discariche, ferrovia in centro città, cemento spinto  - spiegano dall'opposizione vadese - Avvertiamo che, per quanto ci riguarda e ci compete, la comunità vadese non è disposta a dare di nuovo carta bianca al primo affarista di passaggio intenzionato a speculare sul nostro territorio e sulla nota arrendevolezza degli Amministratori. I cittadini vadesi rivendicano il diritto a programmare il futuro di quel territorio con tutte le garanzie offerte da un percorso partecipativo che porti a un nuovo Piano Regolatore. In caso contrario, Vivere Vado controllerà con rigore e rinnovata intensità l'operato dell'Amministrazione comunale circa il futuro di quell'area. Sta girando l'informazione che il progetto della Cittadella dello sport era stato bocciato da Regione Liguria nel 2011; in realtà era già stato bloccato da uno dei primi atti della Giunta Caviglia nel 2009".

"Solleva preoccupazione la vendita dell’area collinare che si affaccia sul porto di Vado Ligure e ai confini con Bergeggi. Il vasto sito di oltre 500000 m2 ha al momento una destinazione di tipo agricolo e forestale secondo il piano regolatore intercomunale; inoltre essendo stata colpita da un incendio nel 2017 è sottoposta al divieto di edificazione per 15 anni, ossia ancora per 7 anni. Questi vincoli attualmente presenti non rassicurano tuttavia del tutto dal rischio che possa consumarsi l’ennesima operazione di speculazione data la posizione, che si vedrebbe la strada spianata da un eventuale e tutto sommato semplice cambio di destinazione - il commento di Laura Bertolino e Marco Brescia, co-portavoci provinciali Europa Verde Savona e Luigi Lanza, Segretario provinciale di Sinistra Italiana -  L’area in oggetto presenta diversi aspetti di rilevanza pubblica, che impongono alle forze politiche e alla cittadinanza di attenzionarla e vigilare affinché sia tutelata. Innanzitutto il valore naturalistico: l’area è caratterizzata da boschi e macchia mediterranea alta con lecci e corbezzoli, poco accessibile e per questo rimasta allo stato originario, elemento di grande rilievo e rarità per Vado Ligure, che ha per la maggior parte consumato e cementificato le aree sulla costa. È inoltre contigua alle Zone Speciali di Conservazione (ZSC) di Bergeggi facenti parte della Rete Natura 2000 dell’Unione Europea, e riveste un ruolo di corridoio ecologico importante per esse: non sorprenderebbe trovare specie rare e di pregio attraverso campagne di biomonitoraggio, e proprio azioni di questo genere potrebbero essere implementate e organizzate, magari in collaborazione con associazioni locali e istituzioni".

"Inoltre, con l’entrata in vigore l’anno scorso del Natural Restoration Law, il Regolamento europeo sul Ripristino della Natura (UE 2024/1991), l’Italia, così come ogni Paese UE, dovrà predisporre entro il 2026 un Piano nazionale per il ripristino degli habitat degradati, con obiettivi ambiziosi al 2030, 2040 e 2050. È dunque questo un ottimo momento per gli amministratori - ancor di più in territori che hanno subito molto degrado ambientale - per ideare e per indirizzarsi verso progettualità volte al ripristino ambientale e alla valorizzazione naturalistica, dato lo sforzo normativo ed economico che la UE sta mettendo in campo su questo ambito. Ulteriore aspetti sono il valore archeologico e turistico: l’area conserva tracce dell’antica viabilità romana, in parte visibili, in parte sepolte - precisano gli esponenti di Europa Verde e SI - Tale presenza è in continuità con altre due aree di rilevanza archeologica e sotto tutela della Soprintendenza dei beni culturali: il Castrum romano nella vicina zona di San Genesio, e il Castellaro, nella collina del forte Sant’Elena. Il restauro di questi sentieri potrebbe generare un articolato complesso archeologico di pregio anche naturalistico, dato il valore dell’area e la continuità con le aree protette di Bergeggi, creando un circuito turistico sostenibile di grande richiamo. Infine ricordiamo che Vado Ligure ha già pagato un prezzo altissimo in termini ambientali per lo sviluppo industriale e portuale ed è tempo di invertire la rotta e salvaguardare il territorio e tutelare gli spazi verdi naturali. Quest’area non deve diventare l’ennesimo terreno di speculazione e di consumo di suolo, ma un’occasione per rigenerarla e restituirla alla biodiversità e alla comunità".