Attualità - 20 novembre 2025, 08:17

Sorelle in marcia contro la violenza: il 25 novembre manifestazione a Savona

Il corteo partirà alle 18.00 da piazza Giulio II, attraverserà corso Italia e via Paleocapa con sosta in piazza Sisto, per concludersi in piazza del Brandale

Martedì 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza di genere, Non Una di Meno Savona, nodo territoriale del movimento transfemminista globale, e Sorelle di Corpo, progetto transfemminista attivo da anni sul territorio ligure, organizzano una manifestazione cittadina contro la violenza patriarcale. Collaborano all’iniziativa: Sportello Antiviolenza Alda Merini, Teatro 21, Villapiana Antifascista, UDI, Dialoghi d’Arte, Ciclofficina Alfonsina e ANPI Vado Ligure.

Il corteo partirà alle 18.00 da piazza Giulio II, proseguirà lungo corso Italia con sosta in piazza Sisto, attraverserà via Paleocapa e si concluderà in piazza del Brandale.

"Perché è necessario scendere in piazza? In un contesto socio-culturale segnato da disuguaglianze e discriminazioni crescenti, riarmo e politiche che normalizzano e perpetuano misoginia e transfobia, la violenza patriarcale continua a dimostrarsi strutturale - spiegano i promotori dell'iniziativa - La mobilitazione del 25 novembre ribadisce che non sarà l’inasprimento di misure punitive isolate a garantire tutela: servono prevenzione, educazione sessuo-affettiva e al consenso nelle scuole, sostegno effettivo di chi denuncia, finanziamento dei centri antiviolenza, un welfare adeguato, autonomia economica e diritti riconosciuti, insieme alla creazione di sempre più spazi di cura e condivisione transfemminista". 

"In uno scenario in cui guerre e genocidi stanno ridefinendo economia, welfare e produzione, le disuguaglianze esistenti si aggravano e le violenze si acuiscono, colpendo in modo sproporzionato donne, giovani, persone migranti, precarie, trans, queer e non binarie". 

"La Palestina ci riguarda: lottare per l’autodeterminazione dei popoli significa lottare per l’autodeterminazione dei nostri corpi e delle nostre vite, a partire dalle soggettività maggiormente colpite dai processi di militarizzazione, sfruttamento e oppressione. Le lotte contro patriarcato, razzismo, colonialismo e guerra sono interconnesse: nessuna liberazione è possibile senza giustizia sociale".

"Dall’inizio dell’anno, l’Osservatorio di Non Una di Meno ha registrato 78 femminicidi e 67 tentati femminicidi, più volte avvenuti a seguito di denunce ignorate. Nella quasi totalità dei casi, l’assassino era conosciuto dalla persona uccisa: parliamo principalmente di mariti, partner, conviventi o ex partner da cui la vittima si era separata o aveva espresso l’intenzione di farlo. Questi numeri non restituiscono la portata reale della violenza sistemica: quotidianamente donne, persone trans, queer e non binarie subiscono discriminazioni, molestie e linguaggio sessista e sono costrette a interfacciarsi con stereotipi e ruoli di genere rigidi e oppressivi, che costituiscono le fondamenta della piramide della violenza, confinando donne e soggettività dissidenti in una condizione di subordinazione sociale". 

"Il femminicidio non è mai un evento isolato, ma il risultato di una cultura dello stupro che tollera e normalizza comportamenti violenti a tutti i livelli: le azioni quotidiane che costituiscono la base della piramide alimentano e legittimano quelle più gravi in cima - proseguono - Il 25 novembre è un momento politico fondamentale per denunciare un sistema che colpisce tutte le soggettività che non rientrano nei modelli normativi di genere, razza, classe, corpo e capacità. Il transfemminismo rivendica trasformazione sociale, non protezione: la violenza non è un fatto privato, ma un dispositivo strutturale che attraversa istituzioni, lavoro, scuola, media e spazi pubblici". 

"Mobilitarsi a Savona significa rompere il silenzio su forme di oppressione che l’indifferenza e la deresponsabilizzazione mirano a nascondere. Anche una realtà di provincia, più ristretta rispetto alle grandi città metropolitane, può diventare uno spazio di resistenza transfemminista, capace di costruire solidarietà collettiva e immaginare alternative concrete al patriarcato, al razzismo e alle norme di genere imposte. Il corteo attraverserà la città portando con sé i nomi delle sorelle uccise, trasformando il dolore in forza, rabbia e amore. L’intero percorso sarà accessibile, in quanto si svolgerà in strade carrabili (ad eccezione di corso Italia, che è in selciato ma percorribile sul marciapiede). Tutte le realtà coinvolte invitano la cittadinanza a partecipare, attraversare e diffondere la manifestazione del 25 novembre: la trasformazione è un processo collettivo che riguarda tutte. Scusate il disagio, ma ci stanno ammazzando", concludono. 

Redazione