Politica - 24 novembre 2025, 09:33

Il Savonese ribadisce il no all'inceneritore: "Un impianto che non serve e lo dicono i numeri"

La proposta alternativa: riciclo e riuso, tariffa puntuale sul rifiuto prodotto e impianti biomeccanici

“Chi gestisce i rifiuti percepisce un 6,5% di utile netto e l’82% della popolazione paga una Tari presuntiva, solo il 18% applica la tariffa puntuale. Questi sono dati del Catasto dei rifiuti”.

Il quadro della Tari, tracciato da Simona Simonetti, è stato illustrato nel recente incontro alla SMS Serenella, “Rifiuti: differenziata o inceneritore?”, contro il termovalorizzatore che la Regione intende costruire e per il quale, oltre a Scarpino, è stata individuata la Val Bormida come area ottimale.

“Se si costruirà un inceneritore – ha spiegato Simonetti – i costi di realizzazione finiranno nella Tari e, se venisse realizzato a Scarpino, le ceneri verrebbero conferite alla discarica di Vado”.

Le ricadute negative sull’ambiente e i vantaggi, sia economici sia ecologici, di un impianto di trattamento biomeccanico dei rifiuti sono stati illustrati da Mauro Solari (Referente per Genova, Zero Waste Italy), mentre Renata Vela (Referente regionale, Coordinamento Ligure GCR*) ha proposto la strada alternativa per una corretta gestione dei rifiuti, puntando su politiche di riuso e recupero per ridurre la produzione degli scarti.

“Ci troviamo, a distanza di un anno – è intervenuto il consigliere regionale del Pd Roberto Arboscello – a discutere di un’attività produttiva impattante sempre sul nostro territorio. Si prendono decisioni e poi si dice: ‘Vediamo cosa ne pensano i sindaci’. Si spingono i sindaci ad accettare un impianto che i cittadini non vogliono. Non è che se diciamo no siamo contrari a un impianto per la chiusura del ciclo dei rifiuti, ma perché quell’impianto non serve, e lo diciamo sulla base dei dati, non per una posizione ideologica”.

“Bucci e la sua giunta un inceneritore lo vogliono fare qui – ha spiegato Jan Casella, consigliere regionale di Avs – e, se sarà realizzato a Genova, questo non esclude che venga costruito anche nel Savonese. Per la Val Bormida, per ciò che ha già patito e per la qualità della differenziata che porta avanti da anni, la realizzazione di un inceneritore sarebbe una beffa. Con alcuni sindaci sta già iniziando il ricatto delle compensazioni”.