Attualità - 02 dicembre 2025, 11:17

Lupi e allevamenti, OSA e PAI: "Predazioni marginali, le soluzioni incruente funzionano"

Le due associazioni riportano le dichiarazioni del professore Luigi Boitani

"Il massimo esperto italiano di lupi, il professore Luigi Boitani, afferma che in 'Europa la predazione di bovini e ovini da parte dei lupi colpisce “appena” lo 0,036% degli animali, ovvero meno di 4 capi ogni 10.000'. Un dato oggettivo che smonta la narrazione allarmistica diffusa da anni". Secondo l’Osservatorio Savonese Animalista (OSA) e il Partito Animalista Italiano (PAI), "questo già bassissimo numero potrebbe e dovrebbe essere ulteriormente ridotto fino ad azzerarsi".

"Lo scienziato sottolinea inoltre che le predazioni avvengono quasi sempre nelle stesse zone e a danno degli stessi allevatori. Questo dimostra che le soluzioni incruente, quando correttamente adottate, funzionano: cani da guardiania adeguatamente addestrati e in numero sufficiente, ricoveri notturni, stazzi e recinzioni robuste, nonché recinti elettrificati". 

"Il caso recente avvenuto nell’albenganese, dove dieci ovini sono stati sbranati, ne è un esempio emblematico: parte del gregge era stato spostato dall’alpeggio all’ovile — come dichiarato dallo stesso pastore — senza, o con pochi, cani da guardiania, offrendo così ai lupi un’occasione favorevole", aggiungono le associazioni.  

"In questo periodo, inoltre, si verifica il fenomeno della 'dispersione': i giovani lupi dell’anno precedente, spontaneamente o forzatamente, lasciano il branco e possono percorrere anche centinaia di chilometri alla ricerca di una nuova zona e di un compagno o una compagna con cui formare un nuovo branco. Alcuni possono attraversare centri abitati, dove non percepiscono la presenza di branchi rivali". 

Secondo PAI e OSA, "questi avvistamenti vengono spesso strumentalizzati e trasformati in allarme, amplificato da social e mezzi di comunicazione, sebbene si tratti quasi sempre di animali in transito e impauriti. Le due associazioni denunciano infine la persistente irresponsabilità di una parte della politica, di alcuni amministratori e di organizzazioni agricole, che continuano a sostenere l’uso del fucile come falsa soluzione a un problema spesso ingigantito ad arte, ignorando deliberatamente l’esistenza di metodi efficaci, legali e incruenti". 

"Continuare a invocare l’abbattimento dei lupi non è segno di forza, ma di arretratezza culturale e mancanza di volontà nell’affrontare il problema in modo serio e moderno. La convivenza è possibile: la violenza, invece, è solo una scorciatoia inutile ed incivile", concludono. 

Redazione