"Il massimo esperto italiano di lupi, il professore Luigi Boitani, afferma che in 'Europa la predazione di bovini e ovini da parte dei lupi colpisce “appena” lo 0,036% degli animali, ovvero meno di 4 capi ogni 10.000'. Un dato oggettivo che smonta la narrazione allarmistica diffusa da anni". Secondo l’Osservatorio Savonese Animalista (OSA) e il Partito Animalista Italiano (PAI), "questo già bassissimo numero potrebbe e dovrebbe essere ulteriormente ridotto fino ad azzerarsi".
"Lo scienziato sottolinea inoltre che le predazioni avvengono quasi sempre nelle stesse zone e a danno degli stessi allevatori. Questo dimostra che le soluzioni incruente, quando correttamente adottate, funzionano: cani da guardiania adeguatamente addestrati e in numero sufficiente, ricoveri notturni, stazzi e recinzioni robuste, nonché recinti elettrificati".
"Il caso recente avvenuto nell’albenganese, dove dieci ovini sono stati sbranati, ne è un esempio emblematico: parte del gregge era stato spostato dall’alpeggio all’ovile — come dichiarato dallo stesso pastore — senza, o con pochi, cani da guardiania, offrendo così ai lupi un’occasione favorevole", aggiungono le associazioni.
"In questo periodo, inoltre, si verifica il fenomeno della 'dispersione': i giovani lupi dell’anno precedente, spontaneamente o forzatamente, lasciano il branco e possono percorrere anche centinaia di chilometri alla ricerca di una nuova zona e di un compagno o una compagna con cui formare un nuovo branco. Alcuni possono attraversare centri abitati, dove non percepiscono la presenza di branchi rivali".
Secondo PAI e OSA, "questi avvistamenti vengono spesso strumentalizzati e trasformati in allarme, amplificato da social e mezzi di comunicazione, sebbene si tratti quasi sempre di animali in transito e impauriti. Le due associazioni denunciano infine la persistente irresponsabilità di una parte della politica, di alcuni amministratori e di organizzazioni agricole, che continuano a sostenere l’uso del fucile come falsa soluzione a un problema spesso ingigantito ad arte, ignorando deliberatamente l’esistenza di metodi efficaci, legali e incruenti".
"Continuare a invocare l’abbattimento dei lupi non è segno di forza, ma di arretratezza culturale e mancanza di volontà nell’affrontare il problema in modo serio e moderno. La convivenza è possibile: la violenza, invece, è solo una scorciatoia inutile ed incivile", concludono.