Spes, (Società di promozione degli enti savonesi) si prepara a cambiare pelle. Dopo le osservazioni della Corte dei Conti e un progressivo ridimensionamento delle sue attività, il percorso di trasformazione in Fondazione è arrivato in Commissione consiliare per approdare al prossimo Consiglio comunale. Un cambiamento che punta a ridefinirne missione, ruolo e strumenti operativi, per rafforzare il legame con il territorio.
Spes è attualmente costituita sotto forma di società di capitali consortile, partecipata dal Comune al 25% e per il resto in parti uguali da Provincia, Università di Genova e Camera di Commercio.
Nata come società di promozione degli enti savonesi all'epoca della realizzazione del Campus, negli anni, nonostante ne sia stato decretato dal Consiglio comunale il mantenimento della partecipazione, la Corte dei Conti fin dal 2020 ha evidenziato perplessità in ordine all’opportunità della permanenza del Comune nella compagine sociale, in relazione al decreto legislativo 175/2016.
Nel 2022 si è così avviato il percorso per rivedere la mission e il mutamento in Fondazione legalmente riconosciuta. “È una revisione della mission e della forma giuridica del soggetto – spiega l’assessore Silvio Auxilia – per renderla più confacente agli obiettivi per cui si è ripensata l’azione di Spes”.
Lo scorso ottobre Spes ha licenziato lo statuto della trasformazione in Fondazione di promozione degli enti del savonese per l’Università di Genova, insieme alla Relazione illustrativa sulle motivazioni ed effetti della trasformazione e al business plan.
“Lo statuto prevederà la contribuzione annuale da parte di tutti i soci di 40 mila euro – afferma Auxilia –. L’intento è rilanciare e dotare Spes di contenuti, sia tecnici che immateriali, per tornare a svolgere quella funzione proattiva di soggetto non solo deputato alla mera gestione di spazi di studentato e insediamenti produttivi, ma anche di attuare iniziative atte a creare collegamenti e sinergie tra il Campus, i suoi ospiti e la città di Savona. Inoltre, occorre rispondere alle osservazioni della Corte dei Conti, che ha evidenziato come la veste giuridica di società di capitali non si presti allo svolgimento degli scopi per cui era nata Spes e per cui si ritiene possa continuare a operare, con costi fissi di gestione che per una fondazione sono inferiori”.
È prevista una nuova figura apicale, nel dibattito in Commisisone messa in discussione da Federico Mij del Movimento 5 Stelle, mentre Fabio Orsi (PensieroLibero.Zero) ha chiesto quali siano i miglioramenti operativi che dovrebbero permettere di raggiungere obiettivi più ampi rispetto a quelli attuali.
“Il Comune di Savona non solo non ha subito questa decisione, ma ne è stato promotore per arrivare alla definizione di una nuova mission – ha detto l’assessore Francesco Rossello –. Uno dei primi obiettivi deve essere quello di radicare ancora di più i corsi al nostro territorio, legando maggiormente le aziende che operano nel Campus. Ma penso anche ad altri progetti, come quello di Legino come area di trasformazione; o l’integrazione dell’area sportiva con quella universitaria, considerando anche che nel Campus è presente Scienze Motorie. È necessario sviluppare progettualità, mettere insieme le forze e le competenze che sono all’interno della città con quelle presenti nel Campus: serve un soggetto in grado di fare da colletore".