Cronaca - 10 gennaio 2026, 10:21

Mortale di Corso Tardy & Benech: il camion che ha investito Valentina Squillace sarebbe passato con il rosso

La polizia locale avrebbe accertato la violazione che ha portato la 22enne studentessa a perdere la vita

Avrebbe attraversato la strada con il rosso il camion che aveva investito mortalmente in Corso Tardy & Benech la 22enne Valentina Squillace.

Ad appurarlo la polizia locale di Savona che con accertamenti tecnici approfonditi, dalla velocità percorsa dal mezzo alla visione delle telecamere, sarebbe riuscita a ricostruire la dinamica che ha portato il mezzo pesante a travolgere sulle strisce pedonali la giovane studentessa lo scorso 16 dicembre all'incrocio tra via Servettaz e via De Amicis.

Le indagini coordinate dalla Sostituto Procuratore, il Pubblico Ministero Chiara Venturi, quindi sarebbero arrivate ad una svolta.

Dalle primissime ricostruzioni era stato accertato che il camion era ripartito con il verde nel centro di Corso Tardy & Benech e sarebbe rimasto poi imbottigliato nel traffico proprio nei pressi delle strisce pedonali. La giovane studentessa che da via Servettaz verso il lato opposto aveva attraversato la strada con il semaforo verde ma il camion ripartendo non l'avrebbe vista. Da lì il tragico impatto frontale e la 22enne che è stata travolta e trascinata per circa 50-60 metri. 

 La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e l'autista, 50enne italiano, iscritto nel registro degli indagati, era risultato negativo all'alcol test e ai controlli anti droga. 

Erano stati effettuati controlli anche sul cronotachigrafo installato sul mezzo pesante (che era stato posto sotto sequestro).

Il Comando di via Romagnoli aveva lanciato due appelli: il primo per poter acquisire nuove testimonianze sull'incidente e il secondo per trovare la persona che la mattina stessa del sinistro aveva trovato il cellulare della ragazza e l'aveva consegnato ai poliziotti. Capire in che punto può essere stato trovato il cellulare infatti poteva essere utile per ricostruire la dinamica del sinistro. Solo che nessuno ha risposto all'appello.

Nei giorni successivi all'incidente inoltre era stata lanciato una petizione per chiedere un intervento sulla viabilità in quel tratto.

Corso Tardy e Benech è un’arteria di collegamento tra il casello autostradale e il porto e lungo il suo tratto ospita un istituto scolastico, oltre ad altri nelle vicinanze, con “le ore di uscita e di ingresso che”, si legge nella petizione, “coincidono con momenti di forte intensificazione del traffico, compreso il transito di mezzi pesanti. Questa sovrapposizione è incompatibile con qualsiasi criterio moderno di sicurezza urbana”.

Sull’appello fatto alla mamma di Valentina nei giorni del funerale, e da don Magnano durante l’omelia, viene così chiesto alle autorità competenti di “adottare interventi immediati per mettere in sicurezza il tratto”.

In particolare viene chiesta l’istituzione di una zona 30 per contrastare la velocità dei veicoli, il miglioramento della segnaletica verticale e orizzontale, l’attivazione di sistemi elettronici di rilevazione della velocità e pattugliamenti mirati.

Un altro punto è la richiesta di installazione di un semaforo pedonale all’altezza della farmacia, dove ci sono stati alcuni investimenti negli anni passati, ma anche una riduzione delle intersezioni pericolose e un miglioramento della visibilità agli incroci.

“Queste richieste si fondano su criteri essenziali di sicurezza urbana, tutela dell’incolumità pubblica e buon senso. Un quartiere non può continuare a pagare il prezzo della mancanza di interventi preventivi – scrivono i promotori della petizione –. La messa in sicurezza di corso Tardy e Benech non è un’opzione ma una necessità ormai urgente e indifferibile”.

Redazione