Il tempo dell'attesa è finito. La Uiltrasporti e la Filt Cgil ritornano sul tema dei contratti part-time in Vado Gateway e annunciano nuovamente battaglia.
Lo scorso 15 dicembre si era svolto lo sciopero organizzato dalla Cgil con la Uiltrasporti che aveva optato per una linea attendista auspicando ad un confronto "moderato" dall'Autorità di Sistema Portuale. Incontro che però non si è mai svolto.
"II 5 dicembre scorso, come riportato dal comunicato stampa inoltrato dalla nostra segreteria, era stato convocato iI tavolo di raffreddamento riguardante i contralti part-time a tempo determinato che la proprieta del terminal APM Vado Gateway aveva intenzione di inserire nel suo organico - dicono dalla Segreteria Provinciale Uiltrasporti con il segretario Franco Paparusso - Esprimendo da subito la nostra contrarietà nei confronti di qualsiasi forma di precarizzazione del lavoro in porto, durante la discussione, avevamo accolto la proposta del Presidente Paroli dell'Autorità di Sistema Portuale Savona-Genova di sospendere temporaneamente lo sciopero nell'attesa della convocazione in tempi brevissimi di un tavolo di confronto dove, alla presenza di tutti i soggetti interessati come la Compagnia Portuale, si sarebbero proposte soluzioni a questa situazione, il terminal avrebbe sospeso di conseguenza le assunzioni part time come proposto dalla Uiltrasporti".
"Affermiamo come sempre abbiamo fatto che aldilà delle norme e dei contenuti dei contratti, quello che conta è sempre l'equilibrio del lavoro, in questo caso del lavoro portuale degli scali di Savona-Vado Ligure, che in questi ultimi 25 anni ha prodotto risultati eccellenti in termini di professionalità, di quantità di merci movimentate e di coesione tra i lavoratori - proseguono dal sindacato - La dirigenza di Apm Vado Gateway deve sempre avere presente che la piattaforma è nata per dare sviluppo al territorio con occupazione di qualità e nel rispetto degli accordi esistenti nel porto di Savona-Vado Ligure.
La centralità dell'articolo 17 della Compagnia Portuale di Savona nel nostro scalo, deve essere sempre considerata prioritariamente quando si parla di lavoro temporaneo per la gestione dei picchi di lavoro, e se si parla di flessibilità si parla di lavoro temporaneo che va affidato al soggetto autorizzato per legge a fornirlo".
"Vediamo minacciata a questo punto la pace sociale, in quanto Ia mediazione che sembrava possibile ora non sembra percorribile, a nostro avviso l'Autorità di Sistema Portuale deve immediatamente esercitare Ia sua funzione di regia per evitare Ie ricadute negative sull'equilibrio del lavoro portuale faticosamente ottenuto nel corso degli anni - concludono dalla segreteria Uiltrasporti - In questo momento dopo lunga inattività da parte delle istituzioni, valutando come estremamente negativo il disinteresse a questa tematica, riteniamo siano messi in discussione per il presente e per il futuro Ia qualità del lavoro, il salario e la sicurezza, elementi essenziali che si possono ottenere solo con Ia formazione e con la continuità lavorativa soprattutto in terminal come Vado Gateway. Quindi intendiamo affermare che, come precedentemente dichiarato nel comunicato stampa del 9 dicembre 2025, il tempo di mediare è terminato, non abbiamo mai affrontato i problemi esprimendo un no senza discuterne, ora però riteniamo che Ie iniziative sindacali dovranno essere messe in atto".
La Filt Cgil ha continuato a tenere la sua linea contestando l'operato di Vado Gateway.
"Con la riuscita dello sciopero della FILT CGIL del 15 dicembre abbiamo messo le basi per l'inizio della vertenza; chiediamo assunzioni full time e la trasformazione dei neoassunti.
L'intenzione di Vado Gateway di strutturare una organizzazione del lavoro con dei contratti part time ci risulta essere un'allontanamento dalle logiche del CCNL dei Porti e dalla Legge 84/94. Attraverso la regia della Segreteria Regionale, si stanno svolgendo ulteriori approfondimenti sui perimetri contrattuali del CCNL rispetto alla Legge 84/94 - dicono dalla Filt Cgil - Il lavoro part time oltre a non essere la soluzione per l'organizzazione delle operazioni portuali non rispecchia le necessità di un territorio che ha bisogno di occupazione e salari di qualità per I giovani".
"Sosteniamo che il lavoro portuale debba continuare a basarsi sul lavoro stabile e ben retribuito dei dipendenti dei terminals e sulla flessibilità della manodopera temporanea dell'Art.17. La FILT CGIL sta valutando di attivare ulteriori forme di rivendicazione per garantire la continuazione di una vertenza che deve trovare soluzione, pena l'erosione di quel modello di lavoro che ha garantito occupazione stabile, salari, produttività e la pace sociale del Porto di Savona-Vado Ligure" concludono dalla Filt Cgil.