Albenga chiude finalmente un capitolo lungo e complicato della propria storia urbanistica e apre finalmente la strada a un concreto percorso di recupero. Le due palazzine incompiute di via Milano–via Rita Levi Montalcini, legate al fallimento Edilvele e per anni simbolo di degrado e problemi di ordine pubblico, sono state ufficialmente vendute e avviate verso una nuova fase di rilancio.
Il passaggio di proprietà si è concretizzato poco prima di Natale 2025: gli immobili sono stati acquisiti da Atena Real Estate Srl, società con sede a Milano, composta per il 50% da imprenditori liguri e per la restante parte da imprenditori padovani. Si è trattato dell’unico soggetto ad aver presentato un’offerta nell’ambito del concordato fallimentare, chiudendo così un iter durato oltre dieci anni.
Nel giro di circa quindici giorni è previsto l’avvio dei lavori di riqualificazione e completamento degli immobili, segnati da anni di abbandono e deterioramento. Il progetto prevede anche la realizzazione di attività commerciali al piano terra, destinate a diventare un presidio costante e a portare nuovi servizi nel quartiere.
“Siamo felicissimi per il completamento dell’operazione – commenta il sindaco Riccardo Tomatis –. Gli imprenditori hanno affrontato questo intervento con grande serietà, permettendo al Comune di chiudere una situazione che ha creato forti criticità. Un primo segnale concreto - sottolinea -, è arrivato proprio sulla sicurezza, grazie al sevizio di guardiania h24 attivato dlla nuova proprietà da oltre un mese in collaborazione con le forze dell’ordine, che ha subito risolto un problema rilevante”. Una misura che ha già consentito di interrompere gli accessi abusivi e di restituire una prima percezione di sicurezza ai residenti, da tempo esasperati.
Le palazzine, costruite circa vent’anni fa per uso abitativo e commerciale, erano rimaste incompiute dopo il fallimento Edilvele, lasciando sospesi appartamenti e opere di urbanizzazione. Nel frattempo, il Comune aveva completato il parcheggio del “solettone” e l’area giochi, senza però riuscire a fermare il degrado dell’area.
“Un po’ di merito ce lo prendiamo anche noi – conclude il primo cittadino ingauno –: situazioni con un forte impatto sulla comunità vanno gestite con grande collaborazione, come fossero opere pubbliche, anche quando sono realizzate da privati”.