Attualità - 16 gennaio 2026, 10:02

"Perchè è giusto dire no": a Savona le motivazioni della contrarietà alla riforma della giustizia: "L'indipendenza è costruita a favore dei cittadini" (FOTO)

Ad intervenire l'ex magistrato Donatella Aschero, Francesco Pinto, sostituto procuratore generale a Genova e l'avvocato Franco Aglietto

"Riforma Nordio. Perché è giusto dire no". Questo il titolo dell'incontro che si è svolto ieri al Filmstudio di Savona nel quale i relatori hanno cercato di fare chiarezza sul referendum sulla riforma della giustizia fissato per il  22-23 marzo e le motivazioni del no.

Ad intervenire l'ex magistrato Donatella Aschero, Francesco Pinto, Sostituto Procuratore Generale in Tribunale a Genova e l'avvocato Franco Aglietto.

"Una riforma che viene presentata ed è nota più come riforma della separazione delle carriere ma vediamo che non è proprio così. Se non ci sono separazioni di poteri una democrazia inizia a essere sbilanciata e a perdere colpi. Perché in uno stato democratico i giudici e i pubblici ministeri devono essere indipendenti? Per garantire l'uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge - ha detto l'ex giudice - Un cittadino deve essere in condizioni di presentarsi davanti ad un giudice sicuro di essere giudicato non in base alla propria provenienza ideologica, razza, il fatto di essere ricco e povero e il giudice deve essere libero da ogni condizionamento che sia interno o esterno. Nel momento in cui io come cittadino mi presento davanti ad un'aula di Tribunale, devo essere sicuro, che se sono coinvolto in un processo per investimento penale e chi mi ha investito è un Ministro o figlio di un Ministro, piuttosto che un altro potente di turno, di poter essere giudicato ad armi pari rispetto a qualunque altro".

"L'indipendenza è costruita a favore dei cittadini, questa battaglia ci sentiamo di farla perché riteniamo che possa essere intoccato questo principio base della democrazia" conclude Donatella Aschero.

"Mentre l'attuale Consiglio Superiore della Magistratura eletto per due terzi dai magistrati, sostanzialmente riesce a governare l'intera magistratura e anche a sanzionare i comportamenti illeciti dei magistrati, l'operazione che viene fatta con la riforma porta a tre conseguenze: la frammentazione della magistratura, la burocratizzazione e la gerarchizzazione - ha proseguito Francesco Pinto - Da un punto di vista teorico viene mantenuta l'autonomia e l'indipendenza della magistratura ma dal punto di vista della tutela costituzionale l'organismo sostanzialmente viene indebolito, frammentato, scelto per sorteggio e viene data una preminenza all'alta Magistratura, quindi alla Corte di Cassazione. Nel concreto viene indebolito l'organo di autogoverno".

Mercoledì 20 gennaio alle 17.00 all'Sms Serenella delle Fornaci si svolgerà un ulteriore incontro dove saranno presenti Donatella Aschero, il Sostituto Porcuratore della Repubblica del Tribunale di Savona Luca Traversa e l'avvocato Franco Aglietto. Conduce Franco Astengo.