È ancora in corso la procedura di selezione del direttore di ARLIR, l’Agenzia regionale ligure per i rifiuti, che nei prossimi anni dovrà occuparsi della delicata questione dell’impianto di chiusura del ciclo. Nel frattempo la giunta Bucci compie un passo avanti, approvando, in una delle ultime sedute, la bozza di contratto del futuro direttore dell’Agenzia.
L’incarico avrà durata triennale; sulla carta la decorrenza prevista è dal 1° febbraio 2026, ma tutto dipenderà dai tempi della selezione in corso (la scadenza per la presentazione delle candidature era il 24 novembre) e sarà regolato da un contratto di diritto privato a tempo pieno ed esclusivo. Il compenso annuo fissato dalla Giunta ammonta a 136 mila euro lordi, a carico del bilancio di ARLIR, con la possibilità di un’integrazione variabile fino al 20%, legata al raggiungimento degli obiettivi annuali e ai risultati di gestione.
La nomina del direttore segnerà inoltre la fine del mandato del Commissario straordinario, incarico ricoperto da Monica Giuliano, nominata nel 2023 per accompagnare la fase di avvio dell’Agenzia.
Attualmente l’Agenzia sta gestendo la fase di raccolta delle candidature dell’avviso esplorativo per la realizzazione del termovalorizzatore, con scadenza il 21 febbraio. La fase successiva sarà quella della pubblicazione della gara, che potrebbe essere già seguita dal direttore.
Gli ipotetici siti di realizzazione del termovalorizzatore sono Cairo, Vado-Quiliano, Scarpino e le macroaree della Valle Scrivia e di Cengio (ma sarà necessario l’assenso del Comune interessato).
Un interesse è stato manifestato dal Comune di Genova. Il 15 gennaio, a margine del convegno organizzato da AMIU e Fondazione Carige sul tema del riciclo, l’assessora Silvia Pericu è intervenuta sul termovalorizzatore. "L’idea di AMIU è partecipare alla gara, ma deve avere il tempo di poter trovare un partner – ha spiegato – e la selezione di un partner per un’azienda pubblica non è una questione semplice: non lo può fare in maniera diretta, ma deve comunque fare una gara. Questo è il motivo per cui abbiamo chiesto 180 giorni di proroga".