Nella città dell’Emilia Romagna è nata una sollevazione contro la gestione della raccolta dei rifiuti, ritenuta carente e con numerose criticità. I rappresentanti dell'associazione Cultura Diritti Sviluppo hanno contattato alcuni dei promotori della protesta contro il porta a porta di Piacenza, che hanno depositato in Comune una petizione di 3.200 firme.
Si tratta di un’alleanza simbolica con un gruppo di cittadini di Piacenza che chiedono un metodo diverso di raccolta dei rifiuti rispetto a quello attualmente adottato del porta a porta “spinto” con tariffazione puntuale. Nonostante la raccolta di 3.200 firme da parte di residenti e commercianti, che segnalano tutte le problematiche e pecche della nuova raccolta, l’amministrazione piacentina è decisa a procedere con il porta a porta.
"Valutiamo una pressione legale e politica. Abbiamo fatto fin troppo, siamo quasi ad un anno dalla variazione per il centro. E' tempo di proporre soluzioni e alternative concrete" spiega Alice Marino dell'associazione.
Intanto, il presidente di UPPI Franco Fenoglio ha sollecitato il Difensore civico in seguito alle segnalazioni inviate da Cultura Diritti e Sviluppo lo scorso 21 novembre.
Dopo il sopralluogo e l’incontro con il rappresentante del Difensore civico sul sistema di raccolta porta a porta, avvenuti lo scorso novembre, l’associazione chiede nuovamente se le segnalazioni sulle criticità riscontrate abbiano avuto seguito.
In occasione del sopralluogo, al rappresentante del Difensore civico, il dottor Romano, era stato consegnato un dossier sulle problematiche che l’associazione ritiene presenti nel sistema di raccolta porta a porta. Criticità che, secondo l’associazione, sarebbero tuttora irrisolte; da qui la decisione di inviare una lettera per chiedere aggiornamenti e per segnalare nuovamente i problemi, in particolare quelli legati ai sacchi dei rifiuti in plastica.