"Si è chiusa ieri, lunedì 19 gennaio, in Liguria solo una parte della caccia alle specie selvatiche per la stagione venatoria 2025/2026. Una stagione segnata da condizioni climatiche estremamente difficili per la fauna, sistematicamente ignorate dalla Regione Liguria. Dopo la chiusura del 31 dicembre per la fauna stanziale, non è più consentito sparare a beccaccia, tordo sassello, cesena, germano reale, gallinella d’acqua, folaga, alzavola, codone, fischione, mestolone, marzaiola, canapiglia, frullino, beccaccino, porciglione e moretta. Tuttavia, la caccia prosegue fino al 31 gennaio per cinghiale, colombaccio, tordo bottaccio, cornacchia, ghiandaia, gazza, volpe e fagiano; e, ancora più gravemente, fino a metà marzo i cosiddetti “selecontrollori” potranno abbattere daini e femmine e giovani di capriolo, mentre il cinghiale resta cacciabile tutto l’anno".
Così inizia la nota firmata dal Partito Animalista Italiano (PAI) e dall’Osservatorio Savonese Animalista (OSA), che denunciano con forza "la totale continuità della giunta Bucci con le precedenti amministrazioni in una politica apertamente favorevole al mondo venatorio. Una responsabilità che ricade anche sull’attuale assessore alla caccia, Alessio Piana, già titolare della delega in passato (e promotore della caccia con l’arco!), che ha deliberatamente ignorato la siccità prolungata dell’estate e dell’autunno, così come l’eccezionale ondata di freddo e innevamento degli ultimi mesi, che ha colpito duramente la fauna selvatica".
"Condizioni straordinarie che, secondo la legge quadro sulla caccia, avrebbero consentito — e dovuto — portare a limitazioni o sospensioni della stagione venatoria. Al contrario, ancora una volta si è scelto di sfruttare fino all’ultimo giorno ogni possibilità concessa dalle norme, piegando l’interesse pubblico e la tutela dell’ambiente alle richieste di una ristretta categoria di elettori privilegiati: i cacciatori, sempre più anziani e, fortunatamente per la natura, sempre meno numerosi".
"La fauna selvatica non è una risorsa da sfruttare né un problema da eliminare a colpi di fucile. Continuare a ignorare l’emergenza climatica per compiacere una lobby in declino significa tradire il mandato istituzionale di tutela dell’ambiente, sancito dalla Costituzione". L’OSA e il PAI "continueranno a denunciare queste scelte miopi e a battersi affinché la Regione Liguria metta finalmente la vita, la biodiversità e l’interesse collettivo davanti alle doppiette".