Agricoltura - 21 gennaio 2026, 17:24

Mercosur, Coldiretti: “Bene il freno del Parlamento Ue, ora servono regole di reciprocità”

Il delegato confederale Bruno Rivarossa: “Se l’accordo fosse passato con queste modalità, si sarebbe aperto un precedente gravissimo”

Il rinvio dell’accordo Mercosur alla Corte di Giustizia dell’Unione europea deciso dal Parlamento europeo rappresenta un segnale politico forte e necessario. Una presa di posizione che argina una deriva decisionale che avrebbe escluso il ruolo democratico dell’Europarlamento, concentrando scelte strategiche nelle mani di pochi tecnocrati di Bruxelles.

Un accordo di questa portata non può essere imposto senza confronto e senza garanzie, soprattutto quando sono in gioco la sicurezza alimentare, la tutela dell’agricoltura europea e il futuro delle politiche comunitarie, a partire dalla Pac. Fondamentale ora è che il Parlamento europeo prosegua il proprio lavoro per rafforzare il principio di reciprocità, impedendo l’ingresso di prodotti provenienti da Paesi terzi che non rispettano gli stessi standard ambientali, sanitari e sociali richiesti agli agricoltori europei.

“Questo voto è il risultato di un percorso di mobilitazione e pressione che Coldiretti porta avanti da tempo anche a livello europeo. È un primo passo importante che riafferma il ruolo centrale del Parlamento e mette un argine a forzature pericolose che avrebbero penalizzato le nostre imprese agricole e i consumatori”, dichiara Gianluca Boeri, presidente di Coldiretti Liguria.

Aggiunge Bruno Rivarossa, delegato confederatale: “Se l’accordo fosse passato con queste modalità, si sarebbe aperto un precedente gravissimo, con un Parlamento svuotato delle proprie prerogative e ridotto a semplice ratificatore. Il rinvio alla Corte di Giustizia restituisce dignità al processo democratico europeo e rafforza la battaglia per regole uguali per tutti.”

Concludono Boeri e Rivarossa: “Come Coldiretti continueremo a vigilare e a mobilitarci affinché ogni accordo commerciale sia fondato su trasparenza, reciprocità e tutela del modello agricolo europeo.”

Redazione