“Dire che avremmo già deciso tutto e che il no alla proroga dimostrerebbe una scelta già fatta è una ricostruzione fantasiosa, del tutto inappropriata e soprattutto falsa”. Così Marco Bucci, presidente della Regione Liguria, commenta le accuse mosse da Davide Natale, segretario del PD Liguria, e Roberto Arboscello, consigliere regionale PD, che hanno dichiarato che sarebbe già stata scelta la Val Bormida come area dove realizzare l’impianto di chiusura del ciclo dei rifiuti.
“Purtroppo sono otto anni che queste stesse persone continuano a dire cose non vere - spiega Bucci a margine della conferenza stampa di presentazione del nuovo patto del turismo -. Basterebbe attenersi ai fatti. La realtà è molto semplice: quello in corso è un avviso pubblico, una manifestazione di interesse, non un bando e tantomeno una gara. Non c’è alcun motivo di allarmarsi. Non è richiesto presentare un progetto definitivo o un piano finanziario dettagliato: si tratta soltanto di segnalare l’interesse a partecipare. In teoria potrebbe bastare anche una semplice comunicazione formale, “siamo interessati”, punto e firma. Sto ovviamente semplificando, ma il senso è questo”.
“Una volta concluso l’avviso, ci sarà poi il bando vero e proprio - spiega ancora - che arriverà tra cinque o sei mesi. Ogni fase ha i suoi tempi e le cose vengono fatte nell’ordine corretto. È fondamentale distinguere tra avviso e bando: sono due strumenti diversi. Per questo faccio fatica a capire quale sia la strategia e quale messaggio si voglia lanciare impugnando un avviso. Detto questo, siamo ovviamente pronti anche sul piano legale: gli avvocati sono già al lavoro, ma non c’è alcuna sospensiva, quindi l’avviso va avanti, si concluderà e vedremo quante manifestazioni di interesse arriveranno. Sulla base di quelle richieste e delle osservazioni emerse verrà poi predisposto il bando definitivo. Dalle informazioni che ho, l’interesse è elevato.
Del resto, l’impianto di trattamento dei rifiuti è una soluzione valida anche dal punto di vista industriale ed è qualcosa che questa città avrebbe dovuto realizzare da tempo, ne parlava già il sindaco Pericu: se vogliamo dirla tutta, siamo in ritardo di almeno 25 anni.
Il Partito Democratico lo sta facendo a Roma, il sindaco Gualtieri ha preso decisioni importanti e, a mio avviso, ha lavorato bene. A Genova, invece, il clima che si è creato appare del tutto fuori luogo. Noi andiamo avanti per i cittadini e con i cittadini: il nostro programma è stato approvato dagli elettori e il nostro compito è realizzarlo”.
“L’unica spazzatura che il Pd non riesce proprio a smaltire sono i tentativi di nascondere o ribaltare la verità. Ancora una volta, sull’impianto di chiusura del ciclo dei rifiuti, i consiglieri dem cercano di mascherare gli imbarazzi della sindaca di Genova Silvia Salis innescando la solita polemica sulla Val Bormida - dice la capogruppo regionale della Lega Sara Foscolo - Nell’ordine: il Pd continua a parlare di termovalorizzatore facendo finta di non sapere che la scelta dell’impianto e della tecnologia dipenderà dalle proposte avanzate dai soggetti interessati a realizzarlo. Non spetta a Regione Liguria individuare il luogo dove realizzare l’impianto, anche questo dipenderà dalle manifestazioni di interesse. Nessuno esclude Amiu e quindi Scarpino. Semplicemente, la Regione Liguria non si fa prendere in giro dal Comune di Genova che, con una richiesta di proroga dei termini di ben sei mesi, cerca di prendere tempo (facendone perdere alla Regione Liguria) confondendo l’attuale ‘avviso di manifestazione di interesse’ con il futuro ‘bando di gara’, al quale Regione Liguria auspica che Amiu decida di partecipare":
"Non solo: Amiu ha comunque tempo fino al 21 febbraio per rispondere all’avviso di manifestazione d’interesse, che ha una natura puramente ricognitiva e non costituisce l’avvio di una procedura di affidamento né di project financing in senso proprio. Per questa ragione non è richiesta l’individuazione preventiva di criteri di valutazione in senso tecnico, che quindi Amiu non può usare come scusa per chiedere proroghe. Amiu, come tutti gli interessati, deve solo dire se è interessata a studiare un progetto e dove. Una domanda semplice che però per la sinistra al governo di Genova è la più difficile: la sindaca Silvia Salis non riesce a dire ai suoi alleati e ai suoi elettori che è d’accordo a realizzare l’impianto a Scarpino, per far finalmente chiudere il ciclo dei rifiuti e far risparmiare a tutti i soldi della Tari” conclude Foscolo.