La sanità savonese perde una delle sue figure più autorevoli con la scomparsa di Pietro De Albertis, storico radiologo e punto di riferimento per generazioni di medici. Novant’anni, De Albertis è morto lunedì 19 a Genova, città in cui viveva da tempo dopo aver lasciato Savona.
Il suo percorso professionale è legato in modo indissolubile all’ospedale San Paolo, dove ha lavorato per decenni fino al pensionamento avvenuto il 5 febbraio 1997. Anche dopo l’uscita dal servizio attivo, il segno lasciato dal medico è rimasto profondo, tanto che la notizia della sua morte ha suscitato sincera commozione tra colleghi e amici.
Considerato uno dei padri della radiologia moderna in Italia, De Albertis ha svolto un ruolo centrale negli anni in cui le nuove tecnologie facevano il loro ingresso negli ospedali e la disciplina era ancora in fase di costruzione e sperimentazione. Al San Paolo seppe creare una vera e propria scuola, guidando con passione e generosità numerosi giovani medici, che lui stesso chiamava ragazzi, offrendo loro l’opportunità di crescere professionalmente attraverso l’esperienza diretta oltre allo studio accademico.
Da quella scuola sono usciti molti professionisti destinati a ricoprire ruoli di primo piano. Tra questi Giovanni Serafini, poi primario al Santa Corona, Piergiorgio Quadri al San Paolo e Carlo Ferro al San Martino, insieme a numerosi altri specialisti che hanno portato avanti il suo insegnamento.
Di Pietro De Albertis restano oggi immagini e ricordi che ne raccontano lo stile e il carattere. Sempre elegante, si presentava in ospedale in giacca e cravatta, con modi gentili e una voce pacata. Qualità professionali e personali che ne hanno fatto un punto di riferimento naturale per i giovani medici dell’epoca, pronti a contendersi un posto al San Paolo pur di apprendere.