Cronaca - 22 gennaio 2026, 10:00

Sogni infranti per una ginnasta 13enne caduta da un muretto: un funzionario e il Comune condannati al risarcimento

Nel 2019 la giovane era caduta dalla bicicletta. La mamma: "Nessuno del Comune ha chiesto come stesse"

Ha avuto un incidente che le ha compromesso la carriera sportiva e in Tribunale a Savona il giudice ha condannato al pagamento di 600 euro, con la concessione delle attenuanti generiche, M.S., responsabile dell’Area Lavori Pubblici e Ambiente del Comune di Spotorno. Insieme al Comune, chiamato in giudizio come responsabile civile, dovrà inoltre risarcire i danni in sede civile.

Il procedimento giudiziario era scaturito da un grave incidente avvenuto sei anni e mezzo fa, il 30 giugno 2019, nel quale rimase coinvolta M.R., all’epoca 13enne. La ragazza, residente a Spotorno, stava percorrendo in bicicletta via Genova in direzione mare, all’interno della linea bianca posta a margine della carreggiata. Appena oltrepassato il civico 4, procedendo a velocità moderata, perse il controllo del mezzo a causa del fondo sdrucciolevole per la presenza di terra e ghiaia. La giovane andò a sbattere contro il muretto di contenimento della strada, precipitando nel vuoto sottostante da un’altezza di circa 175 centimetri.

"Il muretto di contenimento in questione, con spessore di circa 30 cm, a margine di Via Genova, presentava - frontalmente - una altezza iniziale pari a 50 cm, un’altezza media di 20 cm ed una altezza finale di 45 cm.; nella parte retrostante, invece, in corrispondenza del primo scalino, aveva una altezza di circa 50 cm e, dopo avere sceso tre gradini, progressivamente aumentava in altezza fino a raggiungere 175 cm - spiegano gli avvocati difensori Sabrina Grieco e Vito Anobile - Sul muretto erano poi, presenti dei buchi che lasciavano intendere la passata presenza di una ringhiera/barriera di contenimento o, al contrario, la semplice intenzione – a cui non era però seguito alcun atto concreto - di apporne una".

A seguito dell'incidente la 13enne era stata trasportata al Pronto Soccorso Pediatrico dell’ospedale San Paolo di Savona e successivamdente all’ospedale Gaslini di Genova dove le era stata diagnosticata la “frattura traumatica biossea plurifocale a carico della diafasi di radio ed ulna con dislocazione del moncone prossimale radiale relativa al braccio sinistro”. Venendo poi sottoposta ad un intervento chirurgico.

Al momento del sinistro, la giovane, campionessa regionale/italiana/europea junior 3 2006 alle clavette, era stata convocata per il luglio 2019 a Piancavallo al Gymcampus Super 2019 per una valutazione nazionale. Evento al quale non aveva potuto ovviamente partecipare a causa delle gravi lesioni patite.

I genitori della minore, assistiti dai due legali difensori, avevano presentato un esposto a cui aveva fatto seguito il rinvio a giudizio del responsabile dell’area dei Lavori Pubblici e Ambiente del Comune di Spotorno per il reato di lesioni colpose.

"Nelle more del procedimento penale, il Comune di Spotorno installava proprio su quel muretto le ringhiere e le barriere laterali con funzione di contenimento e protezione, che certamente, avrebbero impedito a M.R. di precipitare nel vuoto sottostante laddove fossero state presenti" spiegano gli avvocati della giovane.

Martedì scorso il Giudice in Tribunale ha condannato quindi il responsabile dell’Area Lavori Pubblici e Ambiente del Comune di Spotorno. Anche il Comune di Spotorno, chiamato in giudizio come responsabile civile, è stato condannato in solido a risarcire il danno alla parte civile da liquidarsi in separato giudizio civile, oltre al pagamento delle spese processuali.

A commentare la sentenza la mamma della ragazza, ora 19enne.

"In tutti questi anni nessuno del Comune è mai venuto a chiedere umanamente come stava il braccio di mia figlia. È stata a rischio di setticemia, con 50 giorni di prognosi al Gaslini, 30 giorni al San Paolo e nessuno ha chiesto come stesse una bambina di 13 anni. L'unico a chiedere è stato Francesco Pendola (ex consigliere comunale di minoranza.ndr) che era dispiaciuto, scusandosi del fatto che nessuno dell'amministrazione si era scusato - spiega la genitore - Era una campionessa e considerata molto bene a livello regionale, lei era la perla della ginnastica a Spotorno e ad Albenga ma prima di tutto era una bambina. Doveva fare una valutazione nazionale e ha perso una grande chance visto che ha tenuto un anno i ferri nel braccio. Il suo sogno si è spezzato".