Avs chiede politiche più incisive per la scuola, a partire dalla riduzione del numero di alunni per classe e da un ripensamento complessivo del dimensionamento scolastico, con una mozione presentata dai consiglieri regionali Selena Candia e Jan Casella di Avs, bocciata dalla maggioranza.
“In Liguria, il numero medio di studenti per classe supera i 23 alunni, con punte di oltre 28 unità negli istituti superiori delle aree urbane di Genova e La Spezia. Nella nostra regione, la dispersione scolastica ha raggiunto il 12,7%, in crescita rispetto al 10,9% del 2022, con tassi più elevati nelle province di Imperia e Genova, soprattutto nelle scuole tecniche e professionali. Proprio il sovraffollamento, unito alle disuguaglianze sociali e territoriali e alla carenza di insegnanti di sostegno, è una delle principali cause di abbandono scolastico”, ricorda Selena Candia, capogruppo di AVS in consiglio regionale.
“La nostra proposta di avere al massimo venti alunni per classe è una misura concreta, per agevolare l’offerta formativa per i nostri ragazzi e per agevolare il lavoro del personale scolastico. Questa richiesta si inserisce in un elenco di provvedimenti che abbiamo proposto per migliorare il servizio scolastico, tra cui potenziare il ruolo degli educatori e incrementare il numero dei mediatori interculturali nelle nostre scuole. La scuola ha un ruolo fondamentale, ma ha bisogno di sostegno dal resto della società, dalle istituzioni, dalle famiglie: solo in questo modo potrà operare al meglio nell’interesse delle future generazioni. Finora, la scuola si è retta soprattutto grazie al sacrificio e alla passione di migliaia di donne e uomini che lavorano con dedizione”, sottolinea il consigliere regionale Jan Casella.
Da qui la richiesta alla Regione Liguria di intervenire in modo più deciso: "a promuovere in sede di Conferenza Stato-Regioni ; la richiesta di una revisione dei parametri di formazione delle classi e del dimensionamento scolastico e a rafforzare gli interventi regionali di contrasto alla dispersione scolastica".
Un’ulteriore richiesta è quella di favorire e sostenere l’utilizzo coordinato di fondi statali, regionali ed europei (FSE+, FESR) per interventi di riqualificazione, sicurezza e ampliamento degli spazi scolastici.
"L’assegnazione delle classi compete all’Ufficio scolastico regionale – ha spiegato l’assessore alla Scuola Simona Ferro – che all’inizio dell’anno scolastico definisce, per ogni istituzione scolastica, il numero di classi attivabili e l’organico dei docenti, corsi comuni e di sostegno".
In base alla normativa, le scuole dell’infanzia hanno un minimo di 18-26 alunni, con deroga fino a 29; la primaria da 15 a 26 alunni, arrivabili fino a 27; la secondaria di primo grado da 18 a 27 alunni, con deroga fino a 28; la secondaria di secondo grado da 27 a 30 alunni. Nel caso siano presenti in classe alunni diversamente abili, il numero massimo iniziale è generalmente di 20.
"L’organizzazione della rete scolastica – ha proseguito Ferro – è regolata da decreti interministeriali. In questi anni, dagli incontri con gli stakeholder, non sono emerse problematiche tali da richiedere una revisione dei parametri delle classi".