Nasceva ad Alassio il 29 gennaio di 102 anni fa Enrico Simonetti, uno dei figli più illustri della Città del Muretto e protagonista assoluto della scena musicale e televisiva italiana del Novecento. Un talento fuori dal comune, capace di attraversare linguaggi e generi diversi, lasciando un segno profondo nello spettacolo nazionale e internazionale.
Definirlo con una sola etichetta è impossibile. Pianista brillante, compositore raffinato, direttore d’orchestra, cantante, attore, umorista e showman, Simonetti ha saputo coniugare rigore musicale e leggerezza scenica, diventando un volto familiare al grande pubblico negli anni Sessanta e Settanta. La sua versatilità lo ha reso uno dei protagonisti di una stagione d’oro della televisione italiana, quando la musica era anche racconto, ironia e spettacolo dal vivo.
Alassio ne custodisce oggi la memoria anche attraverso Parco San Rocco, recentemente riqualificato e dedicato proprio al musicista e compositore alassino. Un luogo di bellezza e cultura, teatro di molti eventi estivi, dalla scorsa estate. Un omaggio simbolico a chi ha fatto dell’arte il centro della propria esistenza.
La sua eredità artistica vive anche nella sua famiglia. Enrico Simonetti è infatti il padre di Claudio , musicista e compositore di fama internazionale, autore di numerose colonne sonore per il cinema e in particolare per i film di Dario Argento, tra cui la celeberrima “Profondo Rosso”.