Attualità - 29 gennaio 2026, 08:00

Giornata nazionale contro la violenza giovanile: la proposta della Fondazione Uniti per Paolo

Sarà presentata a Roma e proposta per il 19 maggio, data in cui la vita del giovane albenganese Paolo Sarullo si è spezzata nel 2024 per una rapina e un pugno

Il 19 maggio potrebbe diventare una data simbolo per tutta l’Italia. La Fondazione Uniti per Paolo sta infatti lavorando affinché venga istituita una Giornata nazionale per la sensibilizzazione e la prevenzione della violenza giovanile, da proporre ufficialmente a Roma. Una scelta che nasce da una ferita aperta: il 19 maggio 2024 Paolo Sarullo, 25enne di Albenga, venne colpito con un pugno durante una rapina per il furto del suo monopattino, riportando danni irreversibili che lo hanno reso tetraplegico.

Da quella tragedia la famiglia ha deciso di costruire un impegno concreto. La Fondazione è oggi al centro di un percorso che guarda alle istituzioni: è in fase avanzata la stesura di una mozione di legge da inserire nel decreto legislativo antiviolenza. “È un lavoro complesso, seguito da avvocati e professionisti – spiega la sorella Rossella Lamarra –. Sentiamo la responsabilità di trasformare ciò che è accaduto a Paolo in un cambiamento reale”. Entro il primo semestre dell’anno, è attesa anche un’audizione in Parlamento, durante la quale verranno presentati i progetti della Fondazione.

Intanto continua a crescere l’attenzione attorno alla storia di Paolo. Dopo l’appello lanciato a Storie italiane su Rai 1, è nata una petizione su Change.org per chiedere a Carlo Conti di portare Paolo sul palco del Festival di Sanremo. Le firme, intanto, hanno superato quota 35mila. “Chiediamo che Paolo possa raccontare la sua esperienza – afferma Rossella – per dimostrare che la violenza non è mai una risposta. È stato colpito per un monopattino, un gesto assurdo che oggi riguarda troppi ragazzi”.

Quella notte Paolo stava rientrando a casa dopo una serata in discoteca. Un pugno, la caduta, una grave emorragia cerebrale e una diagnosi che ha cambiato tutto. A un anno e mezzo di distanza, però, Paolo continua a lottare come un leone: parla, canta, prova a camminare. Ricorda tutto e, non si sa come, ma è anche riuscito a perdonare.  

La Fondazione Uniti per Paolo, nata lo scorso dicembre, opera senza scopo di lucro per entrare nelle scuole, sostenere le vittime e prevenire violenza e bullismo. “Paolo – conclude Rossella – è la prova che dal dolore può nascere qualcosa di più grande. E noi non vogliamo fermarci”.