Tra le voci più critiche su modi e contenuti sollevatesi nella serata di presentazione del nuovo Pud di Spotorno c'è stata senza dubbio quella di Enrico Schiappapietra, presidente di Confcommercio Savona, presidente del SIB Liguria e vicepresidente nazionale del sindacato dei balneari, presente alla serata per seguire da vicino un confronto che, fin dall'inizio, si è rivelato teso.
«Usciamo sicuramente non soddisfatti - ha dichiarato -. Auspicavamo molta più disponibilità da parte dell’Amministrazione comunale nel mettere al centro l’interesse del paese e della cittadinanza, piuttosto che una posizione meramente politica. Questa sera abbiamo spiegato in maniera esaustiva che è possibile procedere in modo differente, ma non abbiamo ancora raccolto la disponibilità del sindaco a lavorare in questa direzione».
Il riferimento è in particolare alla percentuale di litorale da destinare alle spiagge libere o libere attrezzate. Dagli esponenti di maggioranza in Regione Liguria presenti al Palace è stata ricordata la sospensione alla quota del 40% sul Pud in base al quale verranno stilati i bandi di concessione, a patto che questa quota, al momento delle gare, non risulti minore rispetto al passato.
«Dopo una riunione con circa 150 persone in sala e oltre 300 all’esterno, che hanno espresso chiaramente le loro motivazioni e la difficoltà di comprendere una scelta così radicale e non condivisa, pensiamo sia doveroso riflettere su un percorso alternativo - ha continuato Schiappapietra - Anche perché la Regione ha formalmente dichiarato che il 40% di spiaggia libera non è un obbligo e che questa percentuale non è necessaria per scrivere un nuovo Pud».
Dal suo osservatorio a cavallo tra mondo balneare e mondo del commercio in generale, Schiappapietra ha poi toccato, nel suo intervento in sala, anche altri aspetti secondo il suo punto di vista collegati alla revisione dell'assetto del litorale spotornese. Su tutti la sicurezza: «Un chilometro di spiaggia libera a Spotorno attirerebbe inevitabilmente delle criticità - ha sottolineato - Ricordo riunioni in Prefettura, anche nel nostro territorio, per gestire situazioni simili. Nessun imprenditore e nessun cittadino di Spotorno vuole correre questo rischio e siamo convinti che questa sera il sindaco e l’Amministrazione abbiano percepito che il pericolo esiste».
Lo sguardo si allarga poi al sistema economico locale, parlando da presidente di Confcommercio: «Prima di intervenire abbiamo consultato tutte le nostre categorie: dagli albergatori agli agenti immobiliari, dai commercianti ai gestori dei campeggi. Spotorno vive di un monoprodotto, che è il mare. Una scelta che modifica radicalmente questo asset non può riguardare una sola categoria, ma deve essere una decisione collettiva che coinvolga imprese e cittadini».
Infine, uno sguardo al contesto regionale. «Non mi risulta - aggiunge Schiappapietra - che altri Comuni liguri abbiano adottato scelte così radicali. Ed è anche per questo che la protesta è così forte. Ancora a notte inoltrata si sentivano i fischietti delle centinaia di persone rimaste fuori dal Palace: è il segnale di una contestazione ampia e di una presa di posizione che l’Amministrazione non può ignorare».
La porta al dialogo con l'Amministrazione sul tema, anche in vista dei prossimi passaggi formali, resta aperta per il presidente Schiappapietra: «Siamo disponibili a sederci a un tavolo per individuare una soluzione equilibrata che consenta di avere spiagge libere importanti a Spotorno, ma di qualità, con servizi e strutture adeguate. Le spiagge libere non devono trasformarsi in luoghi di degrado o creare problemi di ordine pubblico, come purtroppo è già accaduto in altre realtà del nostro territorio».