Politica - 30 gennaio 2026, 08:44

Pud di Spotorno, l’opposizione: “Mancata concertazione e rischio degrado. Così si penalizzano turismo e residenti”

Il gruppo “Noi per Spotorno che vorrei” replica alla capogruppo AVS Candia in particolare sul tema sicurezza e gestione delle spiagge libere

Prosegue tra le parti politiche il dibattito sul nuovo Piano demaniale di Spotorno. Dopo le dichiarazioni della capogruppo AVS in Regione Liguria, Candia, che nei giorni scorsi ha elogiato l’operato del sindaco Mattia Fiorini sul percorso intrapreso, arriva una dura presa di posizione dal gruppo di opposizione “Noi per Spotorno che vorrei”.

Sono il capogruppo Massimo Spiga e il consigliere Stefano Remiddi a contestare anzitutto il metodo adottato dall’Amministrazione comunale, dove il nodo centrale non è solo nel giudizio politico bensì nella mancanza di un confronto reale a monte del progetto, già peraltro criticato per le ripercussioni che questo potrebbe a loro avviso avere sul mercato immobiliare e sull’economia che gravita intorno al mondo balneare e turistico in generale.

"Ciò che i cittadini contestano all’Amministrazione spotornese - dicono i consiglieri comunali - è di aver redatto un progetto praticamente definitivo, salvo chiedere di apporre le virgole, a saldi invariati, senza una concertazione preventiva con tutte le categorie presenti a Spotorno, compresi i semplici cittadini. Preventiva vuol dire in fase embrionale e non in fase di pre-approvazione".

Una critica che si allarga anche alla conoscenza del contesto locale e del suo turismo da parte di chi, secondo l’opposizione, giudica la vicenda da lontano. "Evidentemente la capogruppo non conosce la realtà spotornese, che è ben diversa da quella che il suo partito di riferimento guarda nelle città, dove situazioni di violenza e degrado obbligano i cittadini a chiudersi in casa dopo le 20 di sera - continuano Spiga e Remiddi - Spotorno ha fatto la sua storia e la sua fortuna con un turismo che cerca la sicurezza e la certezza che ciò che ha fuori dalla propria residenza qui non trova e non vuole trovare".

Nel mirino va quindi la gestione delle spiagge libere: «Ciò che è accaduto e accade ogni estate è che bande di soggetti non proprio signorili si appropriano delle spiagge libere per riproporre ciò che realizzano altrove. Spotorno non vuole quel sistema e non vuole quel tipo di soggetti - continuano i due consiglieri di opposizione -. Non è possibile voler realizzare 600 metri lineari di spiaggia libera e scaricare il costo del controllo e dello smaltimento dei rifiuti sulle tasche dei contribuenti».

Una situazione che, a loro avviso, penalizzerebbe anche i residenti. "I cittadini spotornesi che vorranno andare al mare in una spiaggia libera si troveranno una situazione di abbandono, come già accade sul territorio comunale, oltre che di insicurezza".

La riflessione si sposta poi sul ruolo delle istituzioni e sulla portata delle scelte in discussione. "Spotorno, come ogni altro Comune, è amministrato da un sindaco, ma non è di proprietà di quest’ultimo: è dei cittadini, i quali devono avere un ruolo centrale nelle decisioni, soprattutto dove lo stravolgimento del PUD si ripercuoterà sulle prossime quattro legislature, senza poterlo modificare, arrecando un danno economico che solo gli imprenditori e i cittadini di Spotorno comprendono".

Infine, la stoccata politica e la respinta dell’accusa di fomentare la protesta. "Dire che si soffia sulla protesta, quando si vuole utilizzare un territorio per avere la ribalta politica, è rischioso. Ed è normale che poi la signora Mariuccia di turno si arrabbi".