A volte basta una telefonata per trasformare una giornata ordinaria in qualcosa di straordinario. È successo a Francesco Greco, insegnante savonese, scrittore per passione, cuore sensibile e animalista, autore di “Il silenzio di chi sente”, un romanzo che racconta il mondo attraverso gli occhi di un bambino capace di ascoltare il silenzio e percepire il dolore degli animali e degli esseri più fragili.
Un po’ di tempo fa, Greco ha scritto questa storia con la leggerezza di chi mette su carta sentimenti autentici, senza immaginare che potesse avere risonanze così lontane. La settimana scorsa, quasi per gioco, ha inviato una PEC al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando del suo libro e scrivendo: “Sarei onorato se volesse ricevere una copia come contributo culturale e come segno di fiducia nel potere educativo delle storie”.
“L’ho fatto con rispetto, ma senza alcuna aspettativa reale”, racconta. “Più come un gesto simbolico, per ricordare che ci sono persone che ogni giorno lavorano silenziosamente per gli animali e il loro benessere”. E ieri il telefono ha squillato. Un numero sconosciuto. Risposta breve, eppure il mondo di Greco si è capovolto: dall’altra parte c’era un funzionario del Quirinale, che lo ha informato che la sua mail era stata ricevuta e che sarebbe stato possibile inviare una copia del libro, accompagnata da una lettera, destinata al Presidente stesso.
“Ancora adesso mi sembra surreale”, confessa. “Spedirò il mio romanzo con grande piacere, senza la presunzione di pensare che il Presidente possa davvero leggerlo: ha responsabilità enormi. Ma spero che possa arrivargli la storia che c’è dietro”.
Il volume non parla solo di un bambino e della sua visione del mondo. Racconta di empatia, di rispetto per gli animali, di silenzi condivisi e di persone che, ogni giorno e spesso invisibili, si prendono cura di rifugi, animali maltrattati e vite in difficoltà. “Voglio che chi legge senta anche il mondo dietro il libro, quello fatto di fatica, rinunce, ma anche di affetto e responsabilità”, aggiunge Greco.
Viviamo in tempi in cui la sensibilità viene spesso scambiata per debolezza. Greco, invece, crede fermamente che sia una forma di forza, silenziosa ma potente. “Per me la sensibilità non è debolezza: è una forza”, spiega. L’idea di poter condividere questa forza con il Presidente, anche solo attraverso le pagine di un libro, lo emoziona profondamente.
Tra social e messaggi quotidiani, questo spazio è diventato per lui un diario condiviso. Oggi Greco ha scelto di raccontare ai suoi lettori, come in un racconto dentro il racconto, che anche un piccolo gesto – una PEC inviata senza aspettative – può aprire finestre inattese e raggiungere mondi lontani, fino al Quirinale.
“Qualunque cosa accada, resta la gratitudine”, conclude. “Per chi ascolta, per chi legge, per chi crede che anche il silenzio abbia una voce”.