Politica - 14 febbraio 2026, 14:22

Agenzia Rifiuti, capigruppo di maggioranza: "Natale fa uso strumentale e politico di atti che non sono neppure sentenze"

"Il Pd prova a trasformare tutto in un processo politico, è il 'garantismo a intermittenza', severo con gli avversari e indulgente con sé stessi"

"La polemica sollevata da Natale non sorprende: sentir parlare di gestione dei rifiuti da chi, quando governava, ha preferito le discariche alla chiusura del ciclo è un evidente ossimoro. E non è da oggi che il Partito Democratico ha scelto la strada degli esposti come unica cifra della propria iniziativa politica. Nel caso della nomina del commissario Giuliano, non c’è alcuna condanna né danno accertato, si tratta di una richiesta di chiarimenti su un’ipotesi tutta da verificare. Un passaggio tecnico previsto dalle procedure, non certo una sentenza come vuole far credere Natale. Tantomeno l'iniziativa riguarda in alcun modo i provvedimenti adottati da questa maggioranza nel rinnovare l'incarico al commissario. Eppure, il Pd prova a trasformare tutto in un processo politico. È il garantismo a intermittenza, quello severo con gli avversari, indulgente con sé stessi".

Così replicano i capigruppo della maggioranza in Consiglio regionale Rocco Invernizzi (Fratelli d'Italia), Matteo Campora (Vince Liguria), Sara Foscolo (Lega Liguria), Carlo Bagnasco (Forza Italia), Marco Frascatore (Orgoglio Liguria - Bucci presidente), Giovanni Boitano (Noi Moderati), alle parole del consigliere Davide Natale sul tema del commissario dell'Arlir. 

"La scelta fatta allora aveva un obiettivo preciso - proseguono i capigruppo -, accelerare la chiusura del ciclo dei rifiuti e superare anni di immobilismo. Non è in discussione l’Agenzia né la norma che l’ha istituita, o gli atti che ne discendono, fino all'ultima proroga votata da questo consiglio regionale come previsto dalla legge.  L'Agenzia continua a lavorare per chiudere il ciclo dei rifiuti in Liguria. Il vero danno per i liguri non è l'incarico, ma i milioni che cittadini e imprese pagano ancora oggi per la mancata chiusura del ciclo durante la gestione del PD. Noi scegliamo i fatti e le soluzioni. Ci auguriamo naturalmente che la Corte dei Conti resti del tutto estranea a questa dinamica politica e svolga il proprio lavoro con autonomia e serenità, valutando i fatti e le norme per ciò che sono".

Redazione