Il Consiglio regionale della Liguria ha approvato all'unanimità una mozione di Stefano Giordano, 5 Stelle che impegna la Giunta Bucci a riconoscere il ruolo dei caregiver familiari in relazione al disegno di legge nazionale su chi assiste in modo continuativo un parente non autosufficiente. La mozione è stata sottoscritta da tutti i gruppi consiliari.
Intanto nelle settimane scorse c'è stato in commissione il dibattito sulla proposta di legge regionale a sostegno dei caregiver presentata dal Pd.
“Bene essere tornati a parlare di caregiver in consiglio regionale – dice il consigliere Pd Roberto Arboscello - perché riporta al centro dell’agenda politica una questione che riguarda migliaia di famiglie liguri. Ora occorre, però, fare un passo in più: l’iter della proposta di legge regionale deve andare avanti in Commissione senza ulteriori rinvii. La Liguria può dotarsi di una legge organica che riconosca davvero il ruolo del caregiver familiare, valorizzando il lavoro di cura, prevedendo formazione, sostegno psicologico, tutele assicurative, misure per prevenire il sovraccarico fisico e percorsi di reinserimento lavorativo".
"Non si tratta – prosegue Arboscello - di moltiplicare contributi una tantum, ma di costruire una rete stabile di sostegno che riconosca i caregiver come parte integrante del nostro sistema di welfare. Per questo chiediamo che la proposta di legge regionale prosegua il suo percorso in Commissione. Non può essere lo Stato a delegare la cura delle persone con disabilità ai caregiver in cambio di un semplice sussidio”.
“La non autosufficienza non è una condizione di povertà – conclude - è una condizione di vita. Legare il riconoscimento del caregiver esclusivamente al reddito significa ridurre una politica di inclusione a una misura assistenziale, lasciando sole le famiglie davanti a un carico di cura enorme. Il DDL nazionale rappresenta un primo intervento, ma resta limitato nelle risorse, nei criteri e nella platea dei beneficiari. Per questo le Regioni devono assumersi la responsabilità di costruire strumenti più strutturati e continuativi, come da noi proposto”.